Qualcosa alla Fini

Sono troppo occupato a fare altro per raccapezzarmi immediatamente sul discorso di Fini a Mirabello e trarne le mie debite conclusioni. Detto questo, da quel che vedo in tv e leggo sui primi giornali online del discorso ai suoi del Presidente della Camera, direi che il sunto perfetto lo abbiano già fatto due che conosco con cui non posso che essere d’accordo.

La politica italiana ha tante cose strane e assurde – la prima si chiama Silvio Berlusconi – e una di queste è che uno può fare un discorso di destra-destra dura e pura, da manuale della dottrina di destra, tutto legalità, governo degli onesti, patria, nazione, ordine, magistratura, polizia, onore, valori, quoziente familiare, eccetera… e a quelli di sinistra vengono le crisi di coscienza, e pensano che quelle siano cose di sinistra.

Il programma di Fini è praticamente quello del Pds di D’alema più dio patria famiglia.

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3 pensieri su “Qualcosa alla Fini

  1. Luca Bagatin

    Eh sì, mi sa che sei troppo occupato in altro per non renderti conto che il programma di Fini è quello degli odierni partito liberaldemocratici europei: libertà individuali, libertà economiche e politica estera filo atlantica.
    Quello del Pds (che ancora conservo nella mia libreria in quanto regalatomi da un amico nel 1996) era invece un programma molto simile alla politica economica ed estera amata da Tremonti, Berlusconi e Bossi: più Stato meno mercato; più amicizia con i dittatori meno amicizia con USA ed Israele.

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    1. Redazione

      Il programma di Fini è semplicemente uguale alla lettera di Veltroni al Corriere, se per questo.

      Nel merito credo che ogni programma sia lo specchio dei tempi, e se nel ’96 il Pds aveva un programma come l’attuale di Tremonti, Berlusconi & Co, oggi il programma migliore – che per inciso non esiste – è quello liberale esattamente come la maggior parte dei partiti “aperti” ha stilato negli ultimi mesi, compreso quello del Pd lo scorso anno.
      Poi deciderà chi deve attuarlo se va bene per le esigenze nelle quali si vive, oppure adeguarsi ad altro senza – e ribadisco SENZA – sconvolgere il programma su cui si basa la sua candidatura/elezione. Per Fini lo vedremo se e quando ci saranno le elezioni.

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  2. Luca Bagatin

    Veltroni, anche a suo dire, infatti, non è mai stato comunista.
    Che cosa ci abbia fatto in quelle file, infatti, solo lui lo sa. Carriera sicuramente.
    Non mi pare e risulta che il Pd abbia un programma liberale.
    Se lo avesse proporrebbe da subito:

    riduzione della spesa pubblica improduttiva (prevedendo anche riforma, ovvero riduzione dell’organico statale, abolizione delle Province)

    riduzione delle aliquote fiscali a massimo due o tre. Innalzamento della no tax area

    riforma della sindacatocrazia, riducendone il peso nelle contrattazioni collettive e privilegiando le contrattazioni individuali

    Questo tanto per riassumere al minimo (ovvero al programma minimo).
    Fini sta tentando di riportare la maggioranza di governo allo spirito del Berlusconi del ’94. Ovvero quando questi tre punti erano stati proposti (e riaffermati anche nel 2008).
    Non mi pare che Veltroni…….

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