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Intervista a Bersani. Obiettivo: «Ricostruire il Paese»

Pronti ad affrontare la sfida del governo, che sia ora con un esecutivo di transizione, o che sia dopo elezioni anticipate. Perché una cosa è certa, avverte Pier Luigi Bersani, così al 2013 non ci si arriva. Primarie? «Io ci sono. Quando sento qualcuno dire che Bersani ha paura, io rispondo: è fin da bambino che non ho paura. Saremo in piazza San Giovanni perché vogliamo ridare dignità all`Italia».

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Francesco Venerus, il bilancio 2011

La terza e ultima parte dell’intervista che abbiamo fatto a Francesco Venerus, assessore al Bilancio del comune di Cordenons.
Venerus in esclusiva ci anticipa il bilancio 2011 che andrà in approvazione lunedì 21 febbraio, ponendo all’attenzione dei cittadini i conti dell’amministrazione Mucignat che si dovranno affrontare durante quest’anno.

La prima e la seconda parte

Civiltà prodotto tipico friulano

di Giacomo Lagona

Su Facebook stanno facendo molto scalpore le immagini e i resoconti della campagna friulana per la giornata mondiale contro l’omofobia che cade domani, 17 maggio, e i manifesti a loro volta molto discussi con il bacio di due coppie omosessuali – una maschile e una femminile – che da domani riempiranno i muri di Udine e Pordenone.

Ho chiesto un commento a Giacomo Deperu, vice presidente dell’associazione ArciGay Nuovi Passi di Udine e Pordenone, che in questi giorni festeggia due importanti date: la già citata giornata mondiale contro l’omofobia, e i vent’anni dell’associazione arci.

Il Friuli, una Regione da sempre simbolo di grandi valori di civiltà, tolleranza, laicità, generosità. Valori condivisi, nei quali anche gli omosessuali friulani si riconoscono.
Per questo vogliono dare il proprio contributo aiutando ad abbattere un ulteriore muro di incomprensione: l’omofobia, che non può trovare casa nella nostra bella Regione.

Vent’anni di lavoro appassionato e silenzioso da parte di decine e decine di volontari di ArciGay Udine e Pordenone hanno preparato le condizioni culturali che ci permettono oggi di mostrarci pubblicamente nel pieno della nostra dignità di persone che possono manifestare, con dolcezza, i propri affetti alla luce del sole, certi che il primo dei prodotti tipici friulani, LA CIVILTA’ delle sue genti, saprà accogliere con dignità e comprensione questo gesto d’amore.

Per anni ci abbiamo messo il cuore nelle nostre battaglie, oggi ci mettiamo la faccia sapendo che l’esempio di serenità e dolcezza che questi manifesti esprimono, possono essere d’aiuto per tutte le ragazzine e i ragazzini omosessuali spaventati da una società che spesso li esclude e li minaccia.

Dunque un Friuli non solo di vino, formaggi e prosciutti, ma innanzitutto di secolare Civiltà della tolleranza che anche noi omosessuali rivendichiamo con friulanissimo orgoglio contro ogni forma di intolleranza e violenza.

Le polemiche che hanno preceduto e accompagnato la campagna di manifesti ArciGay UD PN hanno trattato con superficialità l’argomento. Falsi perbenismi, inutili luoghi comuni, politici di destra che imitano se stessi, la Chiesa che si scandalizza del nostro bacio più di quanto abbia fatto per le CENTINAIA di bambini stuprata dai suoi preti nel mondo…
Ma anche sostegno dai giovani del PDL udinese che prendono le distanze dalle posizioni bigotte degli “adulti” del loro stesso partito e sostegno da tanti e tante, di ogni parte politica, cittadini che hanno apprezzato il nostro coraggio e il nostro impegno.

E poi il silenzio, anch’esso colpevole e incomprensibile, da parte di chi, come Debora Serracchiani, non ha ancora sentito il bisogno di dare il suo appoggio alla nostra campagna e al coraggio di Furio Honsell.
Occasioni perse, che si sommano alle ormai celebri delusioni inflitte da questo PD a noi omosessuali.

Ma oggi, con questa campagna, ci siamo emancipati anche dalla politica. Usciamo definitivamente dalle catacombe per affermare la nostra piena identità e dignità senza più dover chiedere “per favore” bussando inutilmente alla porta di questo o quel politico. Entriamo nelle scuole, anche grazie al sostegno della Regione, a parlare ai figli degli eterosessuali e rivendichiamo questo ruolo sottolineando le mancanze educative dei GENITORI alle quali dobbiamo supplire col nostro impegno di volontari.

Vogliamo far pesare la nostra attività come VALORE che portiamo orgogliosamente quale contributo alla nostra società che deve finalmente esserci grata di quanto facciamo.
E speriamo che l’enorme risalto mediatico che la nostra campagna ha ottenuto in ambito locale e nazionale, sia sintomo di un’attenzione che ci meritiamo.

Come avete letto Giacomo non ci va leggero sulle nostre responsabilità, ma ho preferito pubblicare comunque il suo commento proprio per far capire a tutti – soprattutto al Pd di Pordenone – quanto sia importante e di alto valore sostenere i diritti civili delle persone, sia etero che omosessuali. Spero sia utile per il nostro futuro in crescita.

Verso le Primarie: un giro con Giorgio Zanin

di Giacomo Lagona

È diventato a sorpresa – ma non troppo – il candidato alla Presidenza della Provincia in quanto vincitore delle Primarie di marzo battendo Sergio Chiarotto. Ha girato in lungo e in largo Pordenone in camper assieme alla moglie Alice facendo del territorio la sua arma migliore. Insegnante di Lettere e impegnato nel Sociale, Giorgio Zanin appoggia alle Primarie di domenica la mozione Franceschini e la candidata regionale Debora Serracchiani. Noi del circolo di Cordenons gli abbiamo fatto un paio di domande.

Ciao Giorgio, grazie per essere con noi. Tu sei l’ultimo esponente del PD a cui abbiamo rivolto delle domande in vista delle Primarie del 25 ottobre, per cui parto subito con questa piccola intervista.
Sia Franceschini che Serracchiani in Regione hanno avuto la maggioranza, ma nel nazionale Dario è parecchio indietro a Pier Luigi Bersani. Ci sarà il colpaccio o sarà il terzo a godere?

La distanza di 30.000 voti in termini assoluti è ridimensionata dalla forza delle primarie. Per ogni iscritto ci saranno almeno 4-5 elettori e quindi ogni risultato può essere ribaltato. Prevedo in aumento la percentuale di Marino, per la chiarezza con cui dice alcuni SI e alcuni NO. Bersani gode di ampio credito ma Franceschini è chiaramente in rimonta perché sta dicendo cose buone e chiare.

A Sonego e Colussi ho fatto il giochino delle torre, a te invece gioco su una domanda: Prodi aveva la bicicletta, Veltroni il pullman, Bersani ha la sua carovana, Franceschini ha il treno, tu avevi il camper… ma la moto non se la fila nessuno?

La moto va bene quando si deve viaggiare da soli. E’ divertente ed economica, ma anche un po’ pericolosa. Qualche sindaco mi pare usi lo scooter. In ogni caso la cosa importante è che i politici continuino a girare nel territorio per ascoltare e capire la realtà, chiamando alla corresponsabilità i cittadini.

Cosa ti aspetti dal prossimo segretario, a prescindere da chi sia?

Mi aspetto due cose: azioni e stili per l’unità fuori e dentro al partito. Per questo saranno d’aiuto forze nuove che non dipendono da storie e radici che continuano a far inciampare il partito con le loro congreghe anche a livello locale. In secondo luogo una politica che guarda al futuro, senza paura, per delineare un’alternativa al liberismo che sta cadendo a pezzi. Ambiente, economia, consumi, nuove generazioni, istruzione, nonviolenza… sono tutti temi che chiedono un nuovo progetto di società. Il PD ha questa possibilità e questa responsabilità.

La Binetti è un problema?

No se con Binetti si intende la possibilità di integrare la diversità nel partito al momento del dibattito; sì, se si pretende che la mancanza di regole per una posizione unitaria al momento del voto.

Torniamo in Friuli. Debora Serracchiani riuscirà a svolgere al meglio il suo lavoro di Europarlamentare e – caso mai venisse eletta – anche di segretario regionale?

Il ruolo di europaramentare può essere un punto di forza per aumentare il peso del partito della nostra regione nello scacchiere nazionale. Inoltre Serracchiani ha davvero la possibilità di esprimere una politica “glocale”, di fusione cioè tra questioni internazionali e realtà locali. Quel che occorre insomma per non ridursi al localismo egoista di impronta leghista.

Tra i tanti sostenitori della Serracchiani, un folto gruppo appartiene alla disciolta Margherita con a capo Gianfranco Moretton: non credi ci sia la concreta possibilità che metteranno i paletti ad alcune proposte di Debora come il biotestamento e sulla laicità?

La laicità è un aspetto toccato con convinzione da tutti i candidati. Le regole del dibattito devono permettere a tutti di esprimersi. Dopodichè il voto stabilirà il da farsi, offrendo agli elettori la possibilità di riconoscersi nel partito. A quel punto mettere paletti contro il partito è contrario anche al proprio interesse ed è quindi un errore politico. Chi ha esperienza non dovrebbe commetterlo.

Cosa manca per tornare a governare in Regione?

Un/a leader e un programma riconoscibile

Parliamo di te. Brutale: perché hai perso contro Ciriani?

Riassumo le ragioni emerse dalla verifica svolta nel partito. Perché il vento è contrario al centrosinistra e molti non sono venuti a votare; perché Ciriani, oltre ad essere bravo, veniva da 5 anni di amministrazione e fa il politico di mestiere; perché una parte importante del PD, dopo la sconfitta alle primarie, non mi ha sostenuto; perché a sostenere la mia inesperienza non poteva bastare la generosità.

Cosa sta facendo in questo momento il Partito Democratico in provincia?

Accanto ad alcune cose concrete, tipiche dell’opposizione, come detto in campagna elettorale stiamo lavorando uniti a centrosinistra e soprattutto stiamo organizzando uno stile d’opposizione radicato nel territorio, a servizio dei comuni. E’ un discorso largo che ha bisogno di più spazio per cui magari sarà bene risentirsi.

Domenica ci saranno le Primarie, personalmente sei sempre favorevole a chiedere all’elettorato di eleggere i propri rappresentanti per qualsiasi carica, oppure alcune andrebbero elette solamente all’interno del Partito? Ovvero: Primarie sempre o Primarie a volte?

La nuova forma partito che ci siamo dati vede la necessità degli elettori e non solo degli iscritti. Siamo un partito popolare aperto alla società e consultare gli elettori è un valore aggiunto che ci caratterizza. Moltiplicato tra l’altro dal fatto che sono elezioni aperte a fasce che non possono partecipare al voto politico come i sedicenni e gli stranieri. Perciò penso che le primarie siano un valore da salvaguardare, sia evitandone l’inflazione, sia semplificando il loro svolgimento, sia imparando a gestire il loro significato a partire dai risultati.

Giorgio ti ringrazio molto per questa interessante chiacchierata, e salutandoti accetto ben volentieri la tua proposta di risentirci per parlare della politica del Partito Democratico in provincia. A presto!

Ciao!

Verso le Primarie: un caffè con Ruben Colussi

di Giacomo Lagona

Oggi abbiamo con noi Ruben Colussi per Ignazio Marino. Classe 1953, un passato molto recente di segretario generale della Cgil FVG, candidato – ma non eletto – alle elezioni regionali dello scorso anno e oggi coordinatore provinciale della mozione Marino. Con lui – tra un caffè e un Toscano – abbiamo parlato di sindacato, di lavoro, di politica e di sinistra in regione. Ma soprattutto abbiamo parlato del Partito Democratico, di Ignazio Marino, di Cristina Carloni e di cosa accadrà domenica 25 ottobre con le Primarie.
Una bella chiacchierata che mi ha fatto capire quanto i sigari siano degli ottimi anti-stress.
A voi i commenti.

Ruben ColussiCiao Ruben, benvenuto. La prima domanda che ti faccio è di commentare i risultati congressuali: soddisfatto o deluso?
Soddisfatto per il risultato provinciale e regionale della mozione Marino. Siamo partiti da zero, senza mezzi e senza personalità importanti nelle istituzioni e nel partito. Nei mass media eravamo inoltre praticamente inesistenti. In queste condizioni il risultato conseguito è stato davvero significativo. Meno soddisfatto della scarsa qualità del dibattito in alcuni circoli e dei tanti voti degli iscritti legati alle vecchie appartenenze. Da questo punto di vista c’è ancora molto da lavorare per superare antiche divisioni e battere le resistenze di chi le alimenta.

  • Il tuo è un percorso che parte da lontano, ci si aspettava che ti accasassi con Bersani più che con Marino. Da dove viene questa scelta?

Viene da una condivisione piena di contenuti della mozione Marino e dal suo essere un “ volto nuovo”. Marino pensa al futuro senza guardarsi troppo indietro e con una impostazione realmente innovativa. Il perché della mia scelta sta in due parole nella necessità di rinnovare e nella chiarezza della linea politica. Stimo molto Bersani ma una parte degli apparati che lo sostengono non mi appassiona.

  • Un gioco che ho già fatto con Sonego: chi butti giù dalla torre tra Franceschini e Bersani?

Nessuno dei due. Questo gioco non mi piace. C’è bisogno di tutti.

  • Franceschini è stato il segretario pro-tempora degli ultimi mesi. Cosa ti ha convinto della sua segreteria, e cosa, invece, ti ha convinto meno?

Ha gestito il partito in una situazione difficile dopo le dimissioni di Veltroni. Non era un compito facile. Oggi lo vedo in affanno, come se non riuscisse a dare nuova sostanza al PD. Alzare i toni come sta facendo non basta.

  • Se domenica, durante la convenzione nazionale, si fosse votato il segretario per acclamazione, Franceschini sarebbe stato riconfermato mentre Bersani sarebbe diventato la terza forza. Questo significa che i risultati dei circoli non sono così attendibili oppure è stata la foga di Dario che ha scaldato la folla?

Lasciamo stare l’applausometro. I conti dei voti li faremo la sera del 25 Ottobre. Certo è necessario dare carica e slancio al PD. Da questo punto di vista non aiuta quello che è successo in alcuni circoli nei quali il congresso è stato vissuto semplicemente come una conta interna senza alcuna effettiva apertura alla discussione e alla partecipazione…

  • Scusa in che senso…

…nel senso che non aiutano nemmeno le truppe cammellate che partecipano unicamente al voto. Il PD dovrebbe essere un’altra cosa…

  • Ok, meglio andare avanti. I sondaggi dei giornali danno in picchiata Bersani rispetto al segretario uscente, ma soprattutto danno Marino in testa praticamente ovunque. Sono falsificati dall’ardore momentaneo oppure c’è veramente una consapevolezza della forza che Ignazio Marino esprime all’elettorato più che agli iscritti?

Sto trovando molti consensi per Marino nell’area degli elettori e di quelli che osservano con interesse l’evoluzione del PD. Penso che avremo un risultato notevolmente superiore a quello registrato negli iscritti. I si e i no di Marino sulla linea politica del partito e soprattutto il fatto di rappresentare una ipotesi possibile di rinnovamento, saranno le caratteristiche di questo successo.

  • Continuando con i sondaggi: tempo fa girava via posta elettronica un sondaggio di cui si chiedevano un aggettivo per ogni candidato. I risultati finali sono stati: Bersani miglior governante, Franceschini miglior mediatore, e Marino miglior segretario. Cosa cambieresti?

Nulla. Faccio il tifo per Marino. Figurati se cambierei qualcosa.

  • Qual’è secondo te la forza di Bersani e di Franceschini?

Bersani è molto concreto. Franceschini ha una notevole carica.

  • Ti faccio una domanda che credo ti hanno posto in tantissimi. Se i risultati congressuali venissero confermati alle Primarie e ne’ Bersani ne’ Franceschini raggiungessero il 51 per cento dei voti, Marino con chi si allea?

La mozione Marino sceglierà i propri punti discriminanti e su questa base aprirà in confronto con gli altri due candidati. La scelta sulle alleanze dipenderà quindi da un ragionamento sui contenuti. Allo stato attuale non è possibile dire con chi.

  • Facciamo un salto in Friuli Venezia Giulia. La Serracchiani sembra non avere rivali in regione, cosa dobbiamo aspettarci con la sua segreteria secondo te?

Intanto vediamo il risultato delle primarie del 25 Ottobre. Nel caso in cui fosse eletta credo che non sarà facile coniugare il ruolo di segretario regionale con quello di parlamentare europeo. Penso inoltre che il variegato schieramento che sostiene la Serracchiani su base regionale costituirà un problema di difficile soluzione e una pesante ipoteca. La Serracchiani e Moretton, per fare un nome, hanno posizioni politiche molto diverse. Eppure si ritrovano assieme, nello stesso schieramento. Temo che ne uscirà un “pastrocchio”.

  • Credi? E non credi invece che la mancata notorietà di Cristina Carloni sia uno dei fattori penalizzanti della vostra campagna in regione?

Per essere conosciuti a livello regionale bisogna aver ricoperto o ricoprire incarichi importanti nelle istituzioni o nel partito. Ho già detto che la mozione Marino è fatta di persone che non hanno queste caratteristiche. La Carloni è un medico di medicina generale impegnata da lungo tempo nel campo sociale e appartiene a quella che viene chiamata la società civile. E’ una buona candidatura anche se poco conosciuta.

Ruben, io praticamente ho concluso con le domande. Se vuoi prima di salutarti ti lascio le ultime battute per convincere gli elettori del Partito Democratico ad andare alle Primarie e votare la tua mozione.
Partecipare alle primarie significa dare un nuovo slancio e un maggior radicamento al PD. Votare Marino vuol dire scegliere un massaggio preciso in direzione del rinnovamento dei gruppi dirigenti e della necessità di maggior chiarezza nella linea politica.