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Berlusconi continua a mentire sui rifiuti di Napoli

Berlusconi nel suo intervento a Ballarò ha mentito. I dati ufficiali dell’Asia, l’ente deputato allo smaltimento dei rifiuti a Napoli, sono una fonte ufficiale che dà garanzie maggiori e definitive della totale falsità della tesi di Silvio Berlusconi a Ballarò.

«Sui tre giorni, avevo detto che i rifiuti dal centro di Napoli dovuti a un’inefficienza dell’Asia, l’azienda delegata dal Comune di Napoli, sarebbero stati rimossi. Siamo intervenuti con l’esercito, i rifiuti sono stati rimossi»

I dati dell’Asia sono piuttosto chiari, ma per comprenderli ancora meglio è utile una premessa sommaria: a Napoli non è mai stato attuato un progetto plausibile ed efficace per la raccolta dei rifiuti e per il superamento dell’emergenza. Quello che è stato fatto, e che ha permesso di tenere per alcuni periodi l’emergenza fuori dalla porta, è stata l’individuazioni di alcune toppe temporanee e affannose su cui gli enti locali smaltiscono acrobaticamente i rifiuti di giorno in giorno senza un disegno esteso e rassicurante. I dati sulle giacenze dei rifiuti in strada variano quindi al variare dei livelli di saturazione di queste diverse soluzioni parziali. Ecco cosa mostrano giorno per giorno per il periodo dal 19 settembre al 25 novembre.

Come si vede, intorno al 20 settembre si manifestano le prime quantità cospicue di rifiuti non smaltiti. Dal 31 agosto è bloccata la seconda linea del termovalorizzatore di Acerra e nelle settimana successive ci sono difficoltà di uso della discarica di Chaiano. Nei giorni successivi cominciano a parlarne i giornali e a spiegare che ci sono stati i primi blocchi che hanno impedito di usare la discarica di Terzigno e quella di Chiaiano. Nei giorni successivi il sistema di gestione dei “flussi” riesce a utilizzare alcune delle altre soluzioni e le cose tornano sotto controllo di giorno in giorno, per due settimane.
Ma dal 16 ottobre diventano inutilizzabili Chiaiano e gli impianti Stir di Giugliano, e Terzigno nei giorni successivi: e la situazione precipita rapidamente, anche col parziale uso di Chiaiano. Il 22 ottobre ci sono 1900 tonnellate di immondizia non smaltita e Berlusconi annuncia in una conferenza stampa “che in tempo di dieci giorni la situazione possa essere portata nella norma”. Due giorni dopo, invece, le tonnellate sono cresciute fino a 2410.
L’aumento dei “conferimenti” allo Stir di Tufino fa scendere i rifiuti non smaltiti a “sole” 1560 tonnellate il 28 ottobre: è il giorno in cui Berlusconi – mentendo su quella cifra e parlando di 1200 – si sente di dire in una nuova conferenza stampa che “nei prossimi tre giorni, avendo individuato già i siti verso i quali queste 1200 tonnellate saranno inviate (…) noi avremo la possibilità di ritornare all’assenza di rifiuti nella nostra bella città”. Invece succede il contrario.

Nei quattro giorni successivi i blocchi a Taverna del Re, le proteste a Chiaiano e lo Stir di Giugliano chiuso per “saturazione da frazione tritovagliata non evacuabile”, riportano l’emergenza a livelli tali da rendere ridicola la promessa del PresdelCons: 2140 tonnellate il 30 ottobre, 2250 il 1° novembre, 2310 il 2 novembre. Nei cinque giorni successivi alla promessa dei tre giorni – quella “completamente mantenuta” secondo Berlusconi a Ballarò – la monnezza a Napoli aumenta.
Le cose migliorano un po’ nei sei giorni successivi: la riapertura di Taverna del Re permette di portare i rifiuti non raccolti sotto le mille tonnellate per un paio di giorni (sotto le mille tonnellate!), l’11 e il 12 novembre. Dopo di che è di nuovo il disastro. L’esercito mandato in gran pompa si è limitato a prendere atto dell’impossibilità di risolvere la questione. E così il 17 novembre si arriva alla cifra record di 3010 tonnellate di rifiuti arretrati, quando gli Stir sono tutti bloccati per saturazione. Da allora oggi le quote si abbassano di pochissimo con lievi variazioni a seconda delle maggiori disponibilità dello Stir di Giugliano e della discarica di Chiaiano.

E ieri è tornato Berlusconi per dire:

«Con l’operazione lanciata ieri in meno di due settimane porteremo Napoli al meritato e dovuto decoro»

L’aveva già detto un mese fa, non c’era riuscito, e ha poi preteso di intervenire in diretta a Ballarò per mentire sui fatti e accusare chi li raccontava.

Berlusconi a Ballarò mente e s’arrabbia

Ieri sera a Ballarò Silvio Berlusconi ha chiamato in diretta Floris e, parlando dei rifiuti di Napoli, si è tanto arrabbiato perché il conduttore cercava di sveltire il suo monologo per fargli delle domande, che, come ormai capita ogni volta che telefona alla trasmissione, si arrabbia, sproloquia e poi riattacca stizzito:

«Il problema dei dieci giorni era per l’impianto della raccolta delle immondizie chiamato Cavazzari in comune di Terzigno, che essendo stato male usato dal comune di Napoli emetteva dei miasmi insopportabili. In dieci giorni, tramite la Protezione Civile, siamo intervenuti e abbiamo rimediato alla situazione […] e con l’accordo di tutti i sindaci dei 18 comuni abbiamo risolto il problema  […] Per i tre giorni avevo detto che i rifiuti nel centro di Napoli, dovuti a una inefficienza del comune di Napoli, sarebbero stati rimossi. Siamo intervenuti con l’esercito: i rifiuti sono stati rimossi. Le due promesse sono state completamente mantenute».

In realtà le parole del premier, in quel famoso dieci-giorni-tre-giorni, sono state: «Nei prossimi tre giorni… noi avremo la possibilità di ritornare all’assenza di rifiuti nella nostra bella città». La promessa, come tutte le altre che ha fatto finora Berlusconi, non è stata mantenuta. Ed è naturale per un governo che pensa ai proclami più che ai fatti.

Berlusconi mente da Ballarò: «Da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’evasione fiscale»

Berlusconi chiama in diretta Floris attaccando la tv di Stato e i giornalisti presenti a Ballarò. La telefonata è arrivata dopo che Massimo Giannini di Repubblica ricordava la frase del premier “Evadere in Italia è inevitabile”, a quel punto prima il ministro Tremonti ha ritenuto contraddire Giannini dicendo che non era vero, subito dopo è arrivata la telefonata del premier: “Non è accettabile sentire in una Tv di Stato certe menzogne”. Naturalmente un piccato Floris ribatte al premier, che nel frattempo democraticamente aveva messo giù senza sentire le repliche: “Inaccettabile è che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che arrivi la risposta”.

«Vorrei dire che il giornalista di Repubblica, Massimo Giannini, ha mentito spudoratamente: da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’evasione fiscale».

Silvio Berlusconi ieri sera a Ballarò

BERLUSCONI MENTE SPUDORATAMENTE, E’ UNA MENZOGNA ASSOLUTA CHE NON ABBIA GIUSTIFICATO IN QUALCHE MODO L’EVASIONE FISCALE

«Mi sento moralmente autorizzato ad evadere per quanto posso».

e ancora…

«I Cassaintegrati Fiat trovino un secondo lavoro in Nero».

e ancora…

«Tasse troppo alte? Ci si ingegna ad Evadere».

e ancora…

«Se le tasse sono troppo alte è giustificato mettere in atto l’Elusione o l’Evasione».

Chi è che sta mentendo??

[Hat Tip]

La destra non rinuncia al bavaglio sull’informazione

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Il CdA Rai dopo la sentenza del TAR rifiuta di far tornare in onda i talk show. Voto contrario e dichiarazione congiunta dei consiglieri vicini al centrosinistra. Orfini e Gentiloni: “Siamo al suicidio della Rai”

Sono bastati solo pochi minuti al Cda della Rai per ribadire il No ai talk show politici in Tv. Cinque voti contro quattro hanno rimarcato quanto stabilito quasi un mese fa e fatto capire come la sentenza del Tar, che bocciava la censura dei dibattiti politici, fosse solo un piccolo ostacolo da non considerare. Insomma una conferma di coerenza da parte della maggioranza: senza regole e senza ritegno, ma con il bavaglio all’informazione.
Matteo Orfini, responsabile Cultura e Informazione della segreteria Pd attacca: “Dalla maggioranza del Cda Rai arriva una decisione sbagliata che danneggia l’azienda e priva gli utenti di un servizio importante, specie nel periodo elettorale. La maggioranza di destra, prima in commissione di Vigilanza poi in Consiglio di amministrazione, ha messo un bavaglio all’approfondimento.
Un regolamento che è stato giudicato palesemente illegittimo prima dal Tar poi dall’AgCom. Si è creata una situazione di grande difficoltà per l’azienda pubblica radiotelevisiva e un duro colpo per la libertà d’informazione. Invitiamo, perciò, la maggioranza di destra ad un atto di responsabilità, affinché riprendano le trasmissioni prima della chiusura della campagna elettorale”. Non ci sarà dunque nessun ritorno in video, per il momento, di Porta a Porta, di Annozero e di Ballarò e sarà la Commissione di Vigilanza a dover decidere sul regolamento della par condicio dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di Sky e La7 sul regolamento dell’Agcom per le tv private.

La motivazione si legge in una nota ufficiale: “Alla luce delle ordinanze del Tar in relazione alla regolamentazione in materia di informazione e comunicazione politica in periodo elettorale, il Consiglio di Amministrazione della Rai, dopo un ampio dibattito, ha approvato a maggioranza la delibera con la quale ha dato mandato al Direttore Generale di acquisire al più presto dalla Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi le valutazioni di competenza, cui la Rai dovrà adeguarsi».
Alla grande delusione mostrata dal presidente Rai, Paolo Garimberti si è aggiunta un forte disappunto da parte dei consiglieri vicini alle opposizioni: Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten che hanno congiuntamente dichiarato: ”Esprimiamo il nostro voto contrario perché si tratta di una decisione dilatoria che non sana la forzatura di interpretazione del regolamento compiuta quando a maggioranza fu decisa la sospensione di quattro trasmissioni di approfondimento. L’ordinanza del Tar sulla delibera dell’Agcom e l’invito della stessa Autorità di Garanzia a riconsiderare la delibera assunta dal Cda avrebbero dovuto indurre la Rai a ricollocare in palinsesto da subito gli approfondimenti informativi. Siamo tra l’altro convinti che la conferma della sospensione rende concreto il rischio per l’Azienda di sanzioni”.

Duro anche Paolo Gentiloni, presidente del Forum Ict del Pd: “La Rai sarà dunque l’unica televisione senza programmi di informazione politica durante la campagna elettorale, ossia nel momento di maggiore interesse per l’opinione pubblica. E’ una decisione scandalosa, un autentico suicidio per la Rai appena mascherato dallo scaricabarile sulla commissione di Vigilanza. A questo punto il rinvio alla Vigilanza appare infatti come un mero alibi, visto che il Cda avrebbe potuto decidere autonomamente la fine del black out. Siamo di fronte a una chiara violazione degli obblighi di servizio pubblico, oltre che della legge sulla par condicio e per questo mi auguro che AgCom intervenga per imporre, sia pure all’ultimo minuto, un cambio di rotta anche alla Rai”.

E Fabrizio Morri, capogruppo PD nella Commissione di Vigilanza accusa i consiglieri RAI di “rimandare fintamente la palla alla vigilanza Rai dove la maggioranza di centrodestra, esattamente come loro, ci dirà che il regolamento non si tocca e che spetta al Cda Rai decidere. Come si vede siamo alla commedia dell’ipocrisia che si spinge fino a danneggiare pesantemente una azienda come la Rai per correre dietro alle ossessioni televisive del presidente del Consiglio. Berlusconi, infatti, è pronto pur di non avere trasmissioni ritenute scomode, a chiudere anche il programma di Vespa, a violare la Costituzione e a calpestare il diritto di fare informazione e di essere informati”.

Vincenzo Vita, senatore PD e componente della Vigilanza mette sul banco d’accusa il conflitto d’interessi: “Il Cda è un organo di amministrazione e con la scelta assunta favorisce di fatto la concorrenza. Di tutto questo dovrà rispondere nelle sedi competenti. E si è in violazione del contratto di servizio, tema sul quale ha competenza l’Autorità per le Comunicazioni”. Un brutto cortocircuito.