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La legge Ronchi privilegia il business di pochi a danno di tutti i cittadini

Il resoconto dell’iniziativa del PD di Cordenons a fronte dell’approvazione delle legge Ronchi sulla privatizzazione dell’acqua. I tre intervenuti – Gianfranco Moretton capogruppo regionale del PD, Marco Iob direttore del Centro di volontariato internazionale, e il sindaco di Cordenons Carlo Mucignat – hanno spiegato al folto pubblico presente le conseguenze di questa legge sciagurata che porterà l’acqua da bene primario comune, a bene privato da cui lucrare. Le foto che sono riuscito a fare purtroppo sono mosse per via della posizione instabile in cui mi trovavo, per vederle questo è l’indirizzo del set sul nostro Flickr. Di seguito invece potete vedere il filmato dell’intervento di Marco Iob, e sotto il filmato il resoconto della serata a cura del segretario di Cordenons Gianni Ghiani.
Buona lettura e buona visione.

Come recitava la locandina dell’incontro organizzato dal circolo PD di Cordenons, quelli del centrodestra “Non ce la danno a bere”. La nuova legge Ronchi è un salto all’indietro, un salto pericoloso verso l’espropriazione dell’acqua come bene pubblico fondamentale. L’acqua è di tutti e come tale è un bene universale che non può essere sfruttato per fini di lucro. Marco Iob direttore del CeVI, Carlo Mucignat sindaco di Cordenons e Gianfranco Moretton capogruppo PD in consiglio regionale lo hanno detto chiaramente: l’acqua è un bene talmente fondamentale per la vita umana e così universale che non può essere trattato come una merce qualsiasi e resa oggetto di speculazioni economico-finanziarie i cui vantaggi di pochi grandi gruppi industriali vanno a discapito di tutti i cittadini.”E’ un problema di dimensioni mondiali – ha detto Iobin cui anche gli organismi internazionali invece che fare gli interessi di tutti, soprattutto dei popoli più poveri, preferiscono privilegiare le lobbies delle multinazionali.” Ed è per questo che il libero accesso all’acqua non è ancora diventato un diritto umano sancito dall’Onu come chiesto da tutte le organizzazioni di volontariato internazionale.

Moretton, entrando nello specifico della legge nazionale, ha sottolineato con forza che ci sono voluti ben undici anni (dal 1994 al 2005) perché la “legge Galli” venisse recepita dal Friuli Venezia Giulia nella forma dell’ottima legge regionale 13/2005 che ha consentito di sistematizzare la rete e di dare agli enti locali la possibilità di una piena gestione pubblica (detta “in house”) del servizio idrico integrato. Con la legge Ronchi, invece, l’ordine delle cose viene sovvertito a favore di forti interessi privati che faranno triplicare le bollette dell’acqua ai cittadini, come già successo a Latina e ad Arezzo. Sempre Moretton ha ricordato che la legge Ronchi è frutto di una logica centralista avendo tagliato fuori dalla legittima discussione gli Enti Locali. Ecco che la Lega Nord, votando a favore della legge, ha palesemente sconfessato il suo credo federalista. Di fatto è stato violato l’art.117 della Costituzione per cui la legge sarà impugnabile per incostituzionalità.

Il sindaco Mucignat ha specificato che servirebbero grossi investimenti per rendere più efficiente la rete idrica che soffre di dispersioni, ma certamente non è dando in mano ai privati il timone che si può avere la sicurezza di un servizio migliore e a più basso costo. La legge 13/2005 va difesa strenuamente perché garantisce una gestione eticamente ed economicamente giusta delle risorse idriche attraverso il protagonismo dei Comuni.

La battaglia politica ripartirà dai consigli comunali fino ad arrivare alla raccolta delle firme per un referendum abrogativo della legge a livello nazionale.

Gianni Ghiani, segretario del PD di Cordenons

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Con l’acqua alla gola

di Vittorio Zucconi

Image 80 tap waterSe proprio fossi diventato un berlusconiano, magari cadendo e picchiando la testa, se credessi alla sua completa innocenza, alla persecuzione dei giudici contro personaggi come il Cosentino, alla sua assoluta mancanza di interesse privato nella cosa pubblica, alla indipendenza dei suoi giornali, alle favole del Minzuculpo e alle farneticazioni dei Gasparri, al successo delle ronde padane e magari anche alla fatina che mette soldi sotto il cuscino quando cascano i dentini da latte, questo trasferimento dell’acqua pubblica nelle mani di privati, per un regalino calcolato attorno ai 7 miliardi di Euro senza alcuna ragione visto che l’acqua è già criminalmente privatizzata dai mafiosi in alcune regioni del Sud e fluisce benissimo in altre zone d’Italia, basterebbe a convincermi che questo non è un cattivo governo o un buon governo, un governo di destra o di sinistra. E’ un’oscenità i cui danni  saranno cancellati soltanto dopo immani sforzi delle future generazioni, se ne avranno la forza.

Nel frattempo, però, la privatizzazione dell’acqua è passata alla Camera.