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Le cinque gravi violazioni commesse dal Presidente del Consiglio Comunale Riccardo De Pup

La seconda (ma prima per contenuti politici) seduta consigliare ha svelato il vero volto di chi ci governa. In particolare il Presidente del Consiglio ha più volte calpestato le regole della democrazia, scolpite (anche se non ce ne sarebbe bisogno) nel Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio Comunale.

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Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Comunale

e p.c. Ill.mo Sig. Sindaco e sua Giunta

e p.c. a tutti i Consiglieri Comunali

Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Comunale, seppur brusco ed inelegante, ho prontamente seguito il suo suggerimento (“…Lei non può parlare: si legga il Regolamento…!”). Sono andato, così, a rivedermi le norme che disciplinano il funzionamento del Consiglio Comunale (regole che per altro conosco e conoscevo), trovandovi la conferma di alcune gravi violazioni da Lei commesse durante la seduta del 26 luglio u.s.

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Oggi consiglio comunale anche su Twitter

Per oggi alle 18, presso la Sala Consiliare “Domenico De Benedet”, è stato convocato il secondo consiglio comunale da quando la Lega ha vinto le elezioni a maggio. Pertanto siete tutti invitati a partecipare anche perché all’ordine del giorno ci sono parecchie domande del Pd Cordenons con i suoi consiglieri Alberto Fenos, Francesco Venerus e Giovanni Ghiani.

Chi per forza maggiore non potrà partecipare al consiglio, potrà farlo su internet collegandosi a Twitter seguendo l’hashtag #cordenons. Cercherò di spiegare, in 140 caratteri, ciò che avviene in consiglio comunale e farvi partecipi della vita politica della nostra città. Naturalmente potrete partecipare da internet – se avete un account su Twitter o inviando una mail a comunicazione@pdcordenons.it – con le vostre impressioni che girerò, se posso, ai nostri consiglieri.

Vi aspettiamo!

Il Pd all’attacco: «Ongaro riduca gli assessori e le spese»

Il Partito democratico, reduce dal suo primo consiglio vissuto dai banchi dell’opposizione, va al contrattacco, riprendendo quanto emerso dalla prima seduta dell’era Ongaro. «Chiediamo al sindaco di impegnarsi a ridurre gli assessori da 7 a 6. Ci sembrerebbe coerente con quanto assicurato in campagna elettorale», annuncia il capogruppo del Pd Alberto Fenos. «Il primo cittadino nel prossimo consiglio dovrà poi scusarsi pubblicamente per essersi presentato raccontando quattro menzogne in 15 giorni», aggiunge Fenos. «I 7 assessori, a differenza di quanto sostiene Ongaro, aumentano inevitabilmente i costi della politica. Il sindaco non può poi ridursi lo stipendio di mille euro come ha detto. Non sarà lui a togliere l’indennità al presidente del consiglio, ma è la legge regionale ad avere equiparato questa figura ad un consigliere. Diceva anche che si sarebbe dedicato a tempo pieno al municipio, cavalcando la calunnia che Mucignat non fosse mai presente, e invece continuerà ad insegnare», ribadisce Fenos quanto presentato in consiglio. Il Pd ha poi depositato un’interrogazione al neoassessore Cesare De Benedet: «Proprio lui, che sei mesi fa chiedeva la riduzione dei costi della politica, fa parte di una giunta che li ha subito aumentati – sottolinea il capogruppo -. Dovrà darci una spiegazione». Nel prossimo consiglio si discuterà nuovamente della causa contro il Comune di un altro assessore, Claudio Pasqualini. Ha ritirato il ricorso, ma all’opposizione questa decisione non basta. «La causa è stata respinta, ma il giudice ha compensato per due terzi le spese di lite. Il Comune – viene chiesto dal Pd – deve procedere in appello per recuperare questa spesa e non farla pagare alla comunità».

Sul Gazzettino online

Primo consiglio dell’era Ongaro

Sabato mattina alle 9.30 c’è stato il primo consiglio comunale della nuova giunta guidata da Mario Ongaro. Come “prima volta” la sala De Benedet era gremita di pubblico richiamato a quella che doveva essere la prova del nove per il neo sindaco e per l’amministrazione uscente. La campagna elettorale è finita tra le scintille da una parte e dall’altra, per cui, questo primo consiglio, serviva anche a capire come si sarebbero comportate la maggioranza e la minoranza subito dopo il voto.

E’ stata una bella prova di forza – Ongaro da una parte, Mucignat e Fenos dall’altra: il giuramento del sindaco è durato ben oltre il tempo consono in questi casi (circa un’ora e mezza); Mucignat ha affermato che la priorità di questa amministrazione è andare avanti con il programma intrapreso e non completato dall’ex maggioranza, mentre Fenos – capo-gruppo del Pd – ha immediatamente attaccato Ongaro sui temi a lui cari:

«il sindaco ha le idee confuse, in particolare sui rifiuti. Ha debuttato con quattro menzogne: ha aumentato di un assessore la sua squadra, ha assicurato che si ridurrà il compenso quando non può farlo, ha detto che la presidenza del consiglio sarà gratuita e che lui sarà a tempo pieno, mentre continuerà a lavorare a scuola».

Al momento della votazione segreta per eleggere il Presidente del Consiglio e del suo vice, la maggioranza si è espressa a favore di Del Pup e Zancai, l’opposizione per Ghiani e Sartori. Hanno naturalmente prevalso i primi.

Il momento clou è arrivato quando il sindaco ha concesso le deleghe agli assessori. L’assessore Claudio Pasqualini (Udc) ha comunicato di ritirare il ricorso in appello per la causa di lavoro contro il Comune, mentre il consigliere Andrea Gobbo (Pdl) ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Filarmonica. Entrambe le cariche risultavano incompatibili con l’incarico consiliare.

«Pasqualini resta incompatibile perché è lo stesso Comune che ha interesse a ricorrere per recuperare le spese legali, dopo il respingimento della causa da parte del giudice del lavoro»

ha attaccato ancora una volta Alberto Fenos; la risposta del vice sindaco Stefano Raffin è stata attendista: «Verificheremo questo aspetto prima del prossimo consiglio».
Ultima annotazione: Alessio Scian, consigliere della Lega, si è dimesso e il suo posto è stato preso dall’assessore Roberto Bomben.

Il problema principale di questa nuova maggioranza è sostenere i costi gestiti ottimamente dall’amministrazione di Carlo Mucignat. L’Ecomuseo, l’ex Makò, la viabilità e i rifiuti sono solo i primi casi di una buona passata gestione comunale, con la quale, Ongaro & C., dovranno fare i conti. Inoltre si dovrà chiarire una volta per tutte chi sosterrà i 50mila euro della causa tra Pasqualini e il Comune ora che lo stesso neo assessore ha deciso di ritirare il ricorso. Pasqualini è stato condannato dal giudice del lavoro a pagare un terzo delle spese, adesso chi pagherà? Se facciamo ricorso ai tempi passati viene facile pensare chi sborserà i restanti 34mila euro, ma voglio essere ottimista credendo che Ongaro farà di tutto per farsi risarcire dallo stesso Pasqualini in quanto non è possibile che dall’oggi al domani basta una semplice rinuncia per far cadere un castello di insulti e proclami durato cinque anni con una coda polemica altrettanto lunga. Ongaro dovrebbe confermarci, a tutti noi cordenonesi, che non sarà il Comune a pagare la restante parte; che non saremo noi cittadini a doverci accollare i costi di una scellerata causa già persa solo perché all’egregio Pasqualini conviene più fare l’assessore che il dirigente comunale.

Una domanda la quale spero il sindaco avrà la compiacenza di rispondere al prossimo consiglio comunale.

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Primo consiglio comunale, prime palesi contraddizioni di una maggioranza tale solo nei numeri in aula

Nella mattina di sabato 18 giugno il consiglio comunale si è insediato e il nuovo sindaco Mario Ongaro ha giurato davanti a circa 160 cittadini. Subito un pensiero: come si fa a essere della Lega Nord e giurare in nome del popolo italiano fedeltà alla costituzione repubblicana? E’ un mistero che non comprendo. Per me sussiste una contraddizione di fondo tra l’essere militante di un partito che all’art.1 del suo statuto pone come scopo l’indipendenza della Padania e poi vedere lo stesso, segretario di sezione leghista, diventare primo cittadino di un comune dell’Italia una ed indivisibile. Ongaro e i suoi mi devono dire come fanno a conciliare due cose tanto in contraddizione tra loro se non facendo dell’ipocrisia un sommo principio politico. Per inciso, a Pontida ieri si è visto che il doppiogioco, sempre più schizofrenico di un leghismo di lotta dura e di governo perbenista, non piace più neanche al popolo verde che ha gridato “secessione!” durante l’imbarazzato discorso di Bossi. Ebbene, più per necessità che per convinzione, anticipando il primo dei nostri ordini del giorno, la maggioranza a trazione leghista ha fatto risuonare nell’aula consiliare anche l’inno di Mameli. Bene, ma francamente non trovo accettabile che tutto scorra innocentemente come se nulla fosse. Provo irritazione nel constatare che valori, riti, simboli dell’identità nazionale vengono svuotati di ogni autentico significato e riempiti di abbondante opportunismo politico. E’ chiaro che per il centrodestra ciò che conta è stare al potere anche mettendo insieme una coalizione-guazzabuglio di interessi e valori contrapposti. Penso che le contraddizioni prima o poi esploderanno. E noi saremo il detonatore.

Espletato il protocollo, il sindaco con fascia tricolore addosso e fazzoletto verde al taschino, ha cominciato a presentare, illustrare e commentare il programma per i prossimi cinque anni. Un’ora e mezza di discorso, spesso lezioso da maestro in cattedra, i cui verbi d’azione amministrativa erano spesso coniugati al futuro con tono dubitativo o al condizionale, preceduti da “forse, probabilmente, vedremo se, e simili”. Più volte, oltre che in premessa, ha ripetuto che il suo programma sarà flessibile e non rigido, capace di adattarsi alle nuove esigenze che i cittadini indicheranno a lui e alla sua giunta. Lui sarà il sindaco che ascolterà e accontenterà la gente perché è in questo modo che si fa comunità, che si creano legami di cooperazione e coesione sociale. Dubito. Intanto non ha detto alcunché sulle assemblee di quartiere, come strumento di ascolto e partecipazione dei cittadini sperimentato negli ultimi anni, e nulla sugli Stati Generali tanto richiesti dall’alleato silente Franco Vampa e che tutte le forze politiche poco prima delle elezioni si erano impegnate a realizzare con l’inizio del nuovo mandato. Ongaro ha spaziato su tutti i capitoli del programma, promettendo e auspicando cose che, come ho avuto modo di dire nel mio intervento, l’amministrazione Mucignat ha già realizzato o sono state avviate per l’85-90%. Ho detto pure che la flessibilità, tanto ostentata, segnala una volontà del sindaco di essere populista più che popolare. Governare non significa dire sempre di si a tutti. Governare significa anche spiegare che certi desideri non si possono soddisfare e che certe richieste non si devono esaudire in alcun modo. Il motto “prima i nostri” è incompatibile con i diritti umani, con le direttive europee, con il dettato costituzionale e quindi con diverse leggi nazionali. Un sindaco deve governare con senso di responsabilità.

Ongaro non ha iniziato nel migliore dei modi: ha dimostrato di essere confuso e poco attento alla realtà. Come si fa a discettare per oltre un’ora di provvedimenti e opere da fare quando è palese che in gran parte sono già compiute dal predecessore? Non siamo mica all’anno zero! Dov’era Ongaro dal 2006 ad oggi? In quale paese viveva? Ci ha pensato Carlo Mucignat nel suo intervento a rinfrescare la memoria a tutti: sindaco, amministratori e cittadini presenti. Il centrodestra eredita una situazione contabile risanata, un avanzo di bilancio di 900 mila euro per nuovi investimenti, una miriade di lavori pubblici completati e altri da poco avviati (rifacimento strade con piste ciclabili, rotonde, riqualificazione della piscina, ampliamento del comando di polizia municipale, ristrutturazione Centro A.Moro, nuove sedi per le associazioni, ecc) e migliorato i servizi, quelli sociali e culturali in testa, accrescendone l’efficienza e la qualità. Questi sono fatti, non parole in libertà.

E, come ha evidenziato anche Laura Sartori, di Sinistra in Comune, questi fatti vanno riconosciuti e salvaguardati anche da chi subentra perché il dato politico inconfutabile è che il centrodestra governa per una manciata di voti in più rispetto al centrosinistra. Noi rappresentiamo l’altra metà dei cittadini cordenonesi che sono andati al voto!  Non una esigua minoranza. La nostra opposizione sarà perciò ancora più forte e competente in quanto avvalorata da una forza elettorale pressocché equivalente.

A sottolineare le contraddizioni di Ongaro ci ha pensato anche il neocapogruppo Pd Alberto Fenos ricordando che il sindaco in campagna elettorale ha fatto ai cordenonesi ben quattro promesse rivelatesi poi ingannevoli. Primo, Ongaro aveva promesso di comporre una giunta di sei assessori, come nel mandato precedente di Mucignat, e invece l’ha realizzata di sette componenti non avendo saputo contenere gli appetiti dei partiti che lo hanno sostenuto. Secondo, Ongaro aveva dichiarato agli elettori che avrebbe fatto il sindaco a tempo pieno e invece ha chiesto solo una riduzione d’orario d’insegnamento. Per coerenza avrebbe dovuto chiedere l’aspettativa, e non lo ha fatto. Terzo, aveva assicurato che si sarebbe ridotto lo stipendio quando invece, in veste di dipendente pubblico, non lo può fare perché la legge non glielo consente. Quarto, aveva affermato che il presidente del consiglio, nonostante la nuova legge non lo dica espressamente, avrebbe rinunciato al compenso equiparato all’assessorato. La legge invece è chiarissima al riguardo sancendo che al presidente va il gettone presenza da consigliere eventualmente maggiorato.

Insomma, il sindaco Ongaro già dalle prime mosse ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Noi dell’opposizione di sicuro non faremo sconti alla maggioranza. E non faremo sconti, a partire dalla questione dell’incompatibilità dell’assessore Pasqualini, il quale, dopo aver perso in primo grado la causa contro il Comune, durante il governo Mucignat, non può ora pretendere di chiudere la partita con la giustizia a tarallucci e vino. Il Comune ha tutto il diritto di rivalersi sull’ex-dipendente, oggi divenuto amministratore, per i restanti due terzi delle spese legali che il giudice ha accollato all’Ente Locale. Anche se si tratta di 5-6 mila euro, sono pur sempre soldi pubblici che è giusto riscuotere da chi la causa l’ha intentata e poi persa.

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Sala De Benedet gremita di spettatori

Il primo Consiglio Comunale per il comune di Cordenons è iniziato con l’Inno di Mameli tra i fazzolettini verdi e le coccarde tricolori dei Consiglieri Comunali eletti.

Stefano Raffin in qualità di Consigliere più votato ha iniziato i lavori facente funzione di Presidente del Consiglio trattando per primo il problema dell’incompattibilità di Pasqualini e di Gobbo così come da OdG. Il primo per un contenzioso con il Comune, il secondo perchè presidente della Filarmonica comunale.

Pasqualini nell’era Del Pup ricopriva una funzione dirigenziale, poi rimossa dall’amministrazione Mucignat. Quindi nel 2006 Pasqualini ricorse al Tribunale perdendo il contenzioso. Ora volendo fare l’Assessore non può ricorrere in appello perchè il CONTROLLORE non può essere anche il CONTROLLATO.

I più potrebbero notare che così facendo, Pasqualini, ha scelto la strada della Giunta piuttosto che far valere i propri diritti di lavoratore ”bastonato” da una Amministrazione avversa. Motivazione per la quale intraprese la strada giudiziaria.

Chissà cosa avremmo fatto ognuno di noi una volta citato il Comune: farsi un giretto per 5 anni in Giunta o perseverare una propria linea per ridare dignità alla propria figura lavorativa lesa “da comportamenti poco chiari”. Il tribunale ha verificato e Pasqualini ha scelto.

In pochi, invece, hanno notato che il processo civile ammonta a circa 50.000 euro e che Pasqualini è tenuto a pagare 1/3 delle spese.

E il restante due terzi a chi tocca?? Non toccherà mica al Comune che ha vinto la causa!! Una volta persa la causa e rinunciando all’appello non vuol dire annullare il contenzioso e con una stretta di mano scordarsi del passato.

Quindi se ora Pasqualini non è intenzionato ad andare avanti, avvallando la tesi iniziale, bisogna chiedergli anche i rimanenti 2/3 delle spese perchè il cittadino cordenonese non è disposto a pagare per una “stizza personale” portata avanti per troppo tempo.

C’è inoltre da tener conto che se Pasqualini avesse torto, a pratica chiusa definitivamente, tutti gli atti con lui presente sarebbero nulli. Ci sono altre questioni sulla vicenda ma li tratteremo a tempo debito.

Per onore di cronaca l’art 70 del testo unico prevede che ogni singolo cittadino possa rivolgersi al Giudice e richiedere che lo stesso imputato paghi le spese processuali e non Noi contribuenti.

Gobbo si è dimesso da presidente della Filarmonica, Pasqualini ha scelto la strada della Giunta.

Il Consiglio è continuato con la nomina a votazione segreta da parte del Presidente del Consiglio e del suo Vice.

Per quanto riguarda la maggioranza ha proposto Del Pup come Presidente e Loris Zancai (Lega) come suo Vice.

La minoranza, invece, ha proposto Ghiani come Presidente e Sartori come suo Vice.

I numeri hanno dato ragione alla maggioranza.

Il Consiglio è continuato con la proclamazione del Sindaco Ongaro che ha prestato giuramento alla Repubblica Italiana e ha fatto il suo primo intervento da Primo Cittadino. Il Consiglio è proseguito con i restanti Ordini del Giorno.

….to be continued!!

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La destra contro la variante

A volte le forze di minoranza in comune a Cordenons prenderli sul serio è molto difficile. Questa volta De Anna, Grizzo e Endrigo hanno inserito nell’OdG di giovedì sera una mozione paradossale: dicono che la variante adottata a luglio dovrebbe essere puntuale e non generale, e per questo imputano a Mucignat di non essersi astenuto al momento del voto. Non hanno certezze, e lo premettono chiaramente nel loro testo, ma intanto la buttano lì casomai qualcuno possa prenderla sul serio.

Capitano ovunque discordanze evidenti tra l’operato di maggioranza e le opposizioni. Ma quando la minoranza è certa che chi governa ha sbagliato con una delibera fuori norma, è tenuta a fare un esposto in Procura o addirittura fare ricorso anche al TAR per legittimare le proprie interpellanze. Ebbene, i capigruppo di Pdl Lega e Udc non si sono nemmeno presi la briga di fare il primo semplice passo per farsi riconoscere il loro lavoro: l’esposto in Procura. Perché? Ma perché sanno di aver torto marcio!

Ora: la variante è generale e non puntuale anche perché la stessa Regione – diretta da un’amministrazione di centro-destra, come ricordano gli amici cordenonesi – ha dato parere positivo nel momento in cui abbiamo trasmesso una cartografia dell’intero PRGC completamente rifatta; inoltre la variante è stata redatta dall’urbanista a partire dalle linee di indirizzo approvate anche dal centro-destra comunale; altresì le linee sono generali e non limitate alle singole richieste dei cittadini accumulatesi negli anni, in quel caso sì che sarebbero state motivo di disputa. Ma dato che la Commissione Urbanistica ha redatto un documento perfettamente in regola con i princìpi generali, ecco che la destra salta lo steccato adducendo scuse assolutamente inopportune e illogiche.

Il dubbio nasce spontaneo: non è che il loro intento è di distogliere l’attenzione pubblica dalle spaccature insanabili che stanno dilaniando il centrodestra cordenonese?

E’ lecito pensarlo perché l’annunciata candidatura del vecchio Del Pup alle elezioni di primavera, dovrebbe essere il senso della misura in cui si trova l’opposizione cordenonese. Inoltre, il vecchio amico Del Pup, dovrebbe avere il buon gusto di misurare le parole perché è stato proprio la sua giunta a lasciare il comune con il più grande debito pubblico che la storia di Cordenons ricordi (24 MILIONI DI EURO). Per cui l’ex primo cittadino di Cordenons, prima di accusare infondatamente, si ricordi i suoi bei fasti passati, e dopo, solo dopo, si potrà permettere di criticare un’amministrazione che è palesemente colpevole di aver svolto ottimamente i suoi compiti. Al contrario di una vecchia amministrazione di destra incapace persino di fare squadra al suo interno.

Quindi, cari amici Democratici, vi invitiamo a presenziare in massa al consiglio comunale di giovedì sera alle ore 20,00 per far capire alla destra che lavorare per la collettività è esattamente quello che sta facendo da quattro anni la giunta Mucignat.

PARTECIPIAMO TUTTI!!!

La Pasin lascia l’Udc per coerenza

L’Udc di Cordenons da mesi e ad ogni sua uscita sui giornali, spesso di sterile polemica politica e scarsa visione di governo, non fa che ribadire, come un ritornello, la ritrovata unità d’intenti con gli alleati della Lega Nord e del PdL in vista del 2011. Forse è meglio che non batta troppo questo tasto visto che sta procurando dolenti note.

Registriamo, infatti, che la Sig.ra Paola Pasin, proprio in ragione di quella ostentata unità, ha scelto di uscire dal partito e di lasciare il gruppo consiliare di cui era la capogruppo. Vale forse la pena ricordare, fatto di non poco conto, che nel 2006 la Pasin era la candidata forte alla poltrona di sindaco dell’Udc. Il risultato ottenuto fu di oltre 1000 voti con più dell’11% (uno tra i più alti in Regione); un incasso che l’Udc ben difficilmente avrebbe potuto conseguire con un altro candidato e che men che meno sarà in grado di ottenere alle prossime elezioni.

I maliziosi le imputano, oggi, di essere una voltagabbana, ma, a ben vedere, la sua è stata una scelta di coerenza anche con il suo passato. Infatti, già durante il secondo mandato del forzista Del Pup fu protagonista dell’uscita dell’Udc dall’allora maggioranza di centrodestra perché non condivideva le scelte muscolari del sindaco e dei suoi colleghi alleati. Così, anche questa volta, la Pasin ha lasciato un posto sicuro, preferendo, sull’esempio di Pierferdinando Casini, salvaguardare i propri valori di riferimento contro ogni basso compromesso politico e di prendere le distanze da scelte e modalità di fare politica che rendono la Lega e il PdL alleati sempre più imbarazzanti, non solo a Roma ma anche a Cordenons.

Giovanni Ghiani
Segretario Pd Cordenons

Seduta consiliare rovente

Le ultime vicende nazionali sul decreto salva liste in Lazio e Lombardia hanno avuto un naturale strascico anche a Cordenons. Il Consiglio Comunale di ieri sera si è aperto ribadendo la dissolutezza del Governo dei trucchi: il Presidente Franco Vampa nel suo seggio aveva un’enorme scritta “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI“, mentre gli Assessori e i Consiglieri di maggioranza avevano tutti una copia della Costituzione. Nemmeno la minoranza di centrodestra ha avuto da ridire sulla nota di protesta della maggioranza, tanto che dai loro banchi non si è sentito assolutamente volare una mosca alla protesta della giunta e dei consiglieri di centrosinistra: probabilmente anche loro reputano una porcata l’ultima operazione del Governo Berlusconi. Il Consiglio ha proseguito subito dopo la normale routine procedurale con l’inno di Mameli dando così inizio al Consiglio Comunale dell’11 marzo 2010.

Il primo ordine del giorno è stato presentato dal Capogruppo Consiliare della Lega Nord Eligio Grizzo, sulla dispersione delle ceneri da cremazione e affidamento dell’urna cineraria ai fini della conservazione. L’OdG è stato votato all’unanimità dato che anche la maggioranza ne ha presentato uno simile.

Il secondo OdG è stato presentato dall’opposizione del Pdl e riguardava le perplessità sulla scelta della maggioranza di vendere le quote Atap in modo da ricavarne liquido da usare per la sistemazione viaria di Via Maestra e Via Sclavons. Il consigliere De Anna ha dato il meglio di se’ attaccando a spron battuto le esigenze dell’amministrazione – prima dicendo che i soldi recuperati non andranno, da bilancio, al ripristino delle strade suddette, successivamente che la giunta Illy non avrebbe stanziato i finanziamenti adeguati alle opere citate. A questo proposito ha risposto direttamente il sindaco Mucignat, confermando che l’amministrazione della scorsa giunta regionale ha stanziato i finanziamenti per Cordenons, e, carte alla mano, ha letto in modo inequivocabile la delibera regionale in cui si attesta – nero su bianco – che la regione FVG governata dall’attuale maggioranza di centrodestra ha deciso di disimpegnare i fondi per la nostra città attivandoli per la città di Udine (strana cosa che parte della maggioranza provenga dalla stessa città a cui sono stati girati i fondi destinati a Cordenons). Alché, il consigliere De Anna, continuando su un campo minato, continuava a ribadire che i fondi per la sistemazione viaria non sono stati contemplati nel bilancio appena approvato, e quindi l’amministrazione non ha, di fatto, nessuna voglia di eseguirne i lavori. La risposta arriva nuovamente dal sindaco e dal consigliere Ghiani, i quali, continuando con la parsimonia di un adulto che spiega le cose ad un bambino di due anni, ribadiscono ancora una volta – come già fatto in precedenti consigli comunali – che le vie suddette sono a carico per metà del comune di Cordenons e l’altra metà del comune di Pordenone, per cui è inutile iniziare e finire dei lavori fino alla parte riguardante la nostra zone e lasciare la parte a carico di Pordenone non sistemata: meglio eseguire lavori che riguardano direttamente solo l’amministrazione comunale di Cordenons, e dare il tempo a Pordenone di deliberare per l’inizio lavori in Via Maestra e Via Sclavons. Dopo varie ore per far capire alla minoranza consiliare che i lavori stradali verranno fatti, e che nell’attuale contesto economico è molto conveniente vendere parte delle quote Atap, si è arrivati al terzo e ultimo ordine del giorno dei quindici programmati per la serata.

Nei riguardi del consigliere Dino De Anna, il Consiglio Comunale aveva chiesto una censura per via dell’assenza ingiustificata dello scorso 24 ottobre durante l’ultima seduta comunale: l’articolo 19 delle adunanze consiliari indica chiaramente che “Il Consigliere che si assenta definitivamente dalla adunanza, deve, prima di abbandonare la sala, avvisare il Segretario perché ne prenda nota.” Da questo mancato rispetto delle regole comunali, il consigliere Sorrentino aveva richiesto un ordine del giorno per sancirne la violazione dell’articolo. Alla lettura dell’OdG, i consiglieri di minoranza hanno naturalmente fatto quadrato per difendere l’operato del De Anna, ma dopo un battibecco tra lo stesso De Anna e il consigliere di maggioranza Natale Sorrentino, il consigliere del Pdl ha riconosciuto l’errore scusandosi con l’assemblea, mentre il consigliere Sorrentino ha valutato positivamente la posizione scelta dal collega della parte avversa stralciando l’OdG come segno di buona volontà.

Dopo una lunga serata di dibattiti e avversioni da entrambe le parti, il presidente Vampa ha chiuso la seduta consiliare aggiornando i consiglieri a sabato 13 marzo per i rimanenti ordini del giorno, ribadendo che verranno discussi e completati senza ammissione alcuna di rinvio.

E noi della redazione online del circolo Pd di Cordenons vi rimandiamo alla prossima seduta, e vi ricordiamo che domani pomeriggio, dalle 17.30, ci sarà una manifestazione a favore della Democrazia della Legalità e del Lavoro a cui vi invitiamo a partecipare numerosi. A domani!

La misura è davvero colma!

Ieri sera rappresentavo la comunità in luogo del Sindaco, perché impegnato a Toronto.
Mi sono vergognato per la città che in quel momento rappresentavo per le intemperanze della minoranza, in particolare del consigliere Dino De Anna e provo grande dispiacere per quella parte della città che ha deciso di farsi rappresentare dal gruppo del Pdl, il quale:

  1. Diserta volutamente i consigli comunali, lasciando qualche sparuto rappresentante e mancando di ottemperare al mandato istituzionale svolto.
  2. Quella volta che sono presenti, i consiglieri Pdl e Lega si lasciano andare a vere e proprie improvvisazioni, dimostrando di non essere preparati ed approfittando degli interventi solo per creare confusione e giocando allo scontro.
  3. Prova ne è che la maggior parte delle volte dopo aver raggiunto questo scopo, (in particolare) i consiglieri Bruno Tomè e Dino De Anna, se ne vanno tranquillamente a metà Consiglio o prima, intascandosi il gettone di presenza. Ieri sera, ad esempio, dopo l’inaudito insulto rivolto al nostro parroco, De Anna se n’è andato bellamente alle ore 22.00 per “impegni” non meglio precisati.
  4. Quelle volte che la maggioranza si prende la briga di contraddire con dati inequivocabili e valide argomentazioni gli assunti degli oppositori, viene platealmente insultata. Due mesi fa il “Cragnoso di un napoletano” di Eligio Grizzo rivolto ad un nostro consigliere; ieri il “perfetto stupido” di Dino De Anna rivolto al parroco, accusato – a suo dire – di non averlo appoggiato alle precedenti elezioni.

La misura è davvero colma: invito i cittadini a frequentare di più il consiglio comunale e verificare di persona quale sia la differenza tra chi amministra (e bene) la città e chi invece vi partecipa impreparato e capace solo di insultare gli avversari.

Alberto Fenos, vice Sindaco di Cordenons

Il comunicato stampa del Partito Democratico di Cordenons