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Verso le Primarie: un caffè con Ruben Colussi

di Giacomo Lagona

Oggi abbiamo con noi Ruben Colussi per Ignazio Marino. Classe 1953, un passato molto recente di segretario generale della Cgil FVG, candidato – ma non eletto – alle elezioni regionali dello scorso anno e oggi coordinatore provinciale della mozione Marino. Con lui – tra un caffè e un Toscano – abbiamo parlato di sindacato, di lavoro, di politica e di sinistra in regione. Ma soprattutto abbiamo parlato del Partito Democratico, di Ignazio Marino, di Cristina Carloni e di cosa accadrà domenica 25 ottobre con le Primarie.
Una bella chiacchierata che mi ha fatto capire quanto i sigari siano degli ottimi anti-stress.
A voi i commenti.

Ruben ColussiCiao Ruben, benvenuto. La prima domanda che ti faccio è di commentare i risultati congressuali: soddisfatto o deluso?
Soddisfatto per il risultato provinciale e regionale della mozione Marino. Siamo partiti da zero, senza mezzi e senza personalità importanti nelle istituzioni e nel partito. Nei mass media eravamo inoltre praticamente inesistenti. In queste condizioni il risultato conseguito è stato davvero significativo. Meno soddisfatto della scarsa qualità del dibattito in alcuni circoli e dei tanti voti degli iscritti legati alle vecchie appartenenze. Da questo punto di vista c’è ancora molto da lavorare per superare antiche divisioni e battere le resistenze di chi le alimenta.

  • Il tuo è un percorso che parte da lontano, ci si aspettava che ti accasassi con Bersani più che con Marino. Da dove viene questa scelta?

Viene da una condivisione piena di contenuti della mozione Marino e dal suo essere un “ volto nuovo”. Marino pensa al futuro senza guardarsi troppo indietro e con una impostazione realmente innovativa. Il perché della mia scelta sta in due parole nella necessità di rinnovare e nella chiarezza della linea politica. Stimo molto Bersani ma una parte degli apparati che lo sostengono non mi appassiona.

  • Un gioco che ho già fatto con Sonego: chi butti giù dalla torre tra Franceschini e Bersani?

Nessuno dei due. Questo gioco non mi piace. C’è bisogno di tutti.

  • Franceschini è stato il segretario pro-tempora degli ultimi mesi. Cosa ti ha convinto della sua segreteria, e cosa, invece, ti ha convinto meno?

Ha gestito il partito in una situazione difficile dopo le dimissioni di Veltroni. Non era un compito facile. Oggi lo vedo in affanno, come se non riuscisse a dare nuova sostanza al PD. Alzare i toni come sta facendo non basta.

  • Se domenica, durante la convenzione nazionale, si fosse votato il segretario per acclamazione, Franceschini sarebbe stato riconfermato mentre Bersani sarebbe diventato la terza forza. Questo significa che i risultati dei circoli non sono così attendibili oppure è stata la foga di Dario che ha scaldato la folla?

Lasciamo stare l’applausometro. I conti dei voti li faremo la sera del 25 Ottobre. Certo è necessario dare carica e slancio al PD. Da questo punto di vista non aiuta quello che è successo in alcuni circoli nei quali il congresso è stato vissuto semplicemente come una conta interna senza alcuna effettiva apertura alla discussione e alla partecipazione…

  • Scusa in che senso…

…nel senso che non aiutano nemmeno le truppe cammellate che partecipano unicamente al voto. Il PD dovrebbe essere un’altra cosa…

  • Ok, meglio andare avanti. I sondaggi dei giornali danno in picchiata Bersani rispetto al segretario uscente, ma soprattutto danno Marino in testa praticamente ovunque. Sono falsificati dall’ardore momentaneo oppure c’è veramente una consapevolezza della forza che Ignazio Marino esprime all’elettorato più che agli iscritti?

Sto trovando molti consensi per Marino nell’area degli elettori e di quelli che osservano con interesse l’evoluzione del PD. Penso che avremo un risultato notevolmente superiore a quello registrato negli iscritti. I si e i no di Marino sulla linea politica del partito e soprattutto il fatto di rappresentare una ipotesi possibile di rinnovamento, saranno le caratteristiche di questo successo.

  • Continuando con i sondaggi: tempo fa girava via posta elettronica un sondaggio di cui si chiedevano un aggettivo per ogni candidato. I risultati finali sono stati: Bersani miglior governante, Franceschini miglior mediatore, e Marino miglior segretario. Cosa cambieresti?

Nulla. Faccio il tifo per Marino. Figurati se cambierei qualcosa.

  • Qual’è secondo te la forza di Bersani e di Franceschini?

Bersani è molto concreto. Franceschini ha una notevole carica.

  • Ti faccio una domanda che credo ti hanno posto in tantissimi. Se i risultati congressuali venissero confermati alle Primarie e ne’ Bersani ne’ Franceschini raggiungessero il 51 per cento dei voti, Marino con chi si allea?

La mozione Marino sceglierà i propri punti discriminanti e su questa base aprirà in confronto con gli altri due candidati. La scelta sulle alleanze dipenderà quindi da un ragionamento sui contenuti. Allo stato attuale non è possibile dire con chi.

  • Facciamo un salto in Friuli Venezia Giulia. La Serracchiani sembra non avere rivali in regione, cosa dobbiamo aspettarci con la sua segreteria secondo te?

Intanto vediamo il risultato delle primarie del 25 Ottobre. Nel caso in cui fosse eletta credo che non sarà facile coniugare il ruolo di segretario regionale con quello di parlamentare europeo. Penso inoltre che il variegato schieramento che sostiene la Serracchiani su base regionale costituirà un problema di difficile soluzione e una pesante ipoteca. La Serracchiani e Moretton, per fare un nome, hanno posizioni politiche molto diverse. Eppure si ritrovano assieme, nello stesso schieramento. Temo che ne uscirà un “pastrocchio”.

  • Credi? E non credi invece che la mancata notorietà di Cristina Carloni sia uno dei fattori penalizzanti della vostra campagna in regione?

Per essere conosciuti a livello regionale bisogna aver ricoperto o ricoprire incarichi importanti nelle istituzioni o nel partito. Ho già detto che la mozione Marino è fatta di persone che non hanno queste caratteristiche. La Carloni è un medico di medicina generale impegnata da lungo tempo nel campo sociale e appartiene a quella che viene chiamata la società civile. E’ una buona candidatura anche se poco conosciuta.

Ruben, io praticamente ho concluso con le domande. Se vuoi prima di salutarti ti lascio le ultime battute per convincere gli elettori del Partito Democratico ad andare alle Primarie e votare la tua mozione.
Partecipare alle primarie significa dare un nuovo slancio e un maggior radicamento al PD. Votare Marino vuol dire scegliere un massaggio preciso in direzione del rinnovamento dei gruppi dirigenti e della necessità di maggior chiarezza nella linea politica.

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Verso le Primarie: Maria Cristina Carloni

di Giacomo Lagona

Veneziana di nascita vive e lavora a Ronchi dei Legionari da sempre. Medico di Medicina Generale nel goriziano, presidente dell’Associazione Donne Medico e membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici della Provincia di Gorizia. Dal 2001 è consigliere comunale a Ronchi dei Legionari ed è stata consigliere regionale dal maggio 2006 all’aprile 2008. Questo il curriculum di un medico che vuole diventare segretario del Partito Democratico friulano per la mozione Marino. Noi le abbiamo fatto qualche domanda.

Maria Cristina CarloniMaria Cristina, innanzitutto ti ringrazio per aver accettato il nostro invito, ti chiedo subito di commentare i risultati congressuali.
Direi buoni. Prendere quasi il 10 per cento dalle assemblee congressuali dopo meno di due mesi di campagna elettorale è uno stimolo non da poco che ci obbliga a far meglio per le Primarie.

  • Il tuo programma parte da una premessa importante: “La mozione Carloni è aperta ai contributi di tutti voi. Perciò vi invitiamo a commentarla, proporre aggiunte o rettifiche”. Fondamentalmente vuoi dar vita al “Pd che vogliamo”: ma esattamente come volete che sia questo Partito Democratico?

Ci piace un PD aperto, allargato ai democratici che si riconoscono nella Costituzione nata dalla Costituente dopo la lotta al nazifascismo.
Nel centrodestra di oggi non c’è nessun partito che incarna quei valori e che può vantare quella paternità. Ma noi parliamo di futuro non di passato.
Vorremmo declinare al meglio la parola democrazia ed assumere compiutamente l’identità che già possediamo.

  • Nel tuo programma non si parla di rimescolamenti ma di un ricambio continuo di persone e di idee. Sostanzialmente non è la stessa cosa?

Ci piace un Partito Programma oltre che un partito di iscritti ed elettori. I nostri rappresentanti, eletti grazie alle primarie, per soli due mandati nelle istituzioni (così evitiamo la CASTA e la professione “politico”), quando camminano sono riconoscibili e credibili per quello che pensano, sono, dicono e fanno. Forse che i democratici progressisti nel mondo  sono diversi da questo modello? Se i programmi dei democratici, costruiti insieme ai cittadini, incarnano i nostri valori ed esprimono la concretezza che serve per radicare sul territorio cultura politica e rinnovamento,abbiamo allargato la partecipazione popolare e siamo credibili nei confronti degli elettori. Le persone che hanno svolto funzioni legislative o di rappresentanza,dopo due mandati faranno i tutor e gli sponsor di quelli che arriveranno dopo,con un meccanismo virtuoso per la politica. Questa è democrazia, come nel resto d’Europa. Mi piace ricordare che solo in Italia i Partiti sono” Monarchici”e ” Misogini ” per quanto riguarda l’espressione del rinnovamento e della  rappresentanza della società anche per quanto riguarda le donne… Il PD deve rifuggire assolutamente dal pericolo di riproporre questi  vecchi schemi. Altrimenti non sarà percepito come nuovo strumento da parte dei cittadini.
Non basta cambiare le foto di rappresentanza. Dobbiamo intraprendere un cammino, lungo, difficile, ma costruttivo che ci può riportare al governo della Regione con un partito moderno, aperto alle sfide del futuro ed una classe dirigente adeguata e credibile, oltre che virtuosa come pretende il nostro Codice Etico.

  • Laicità: un metodo, non un obiettivo. Così è scritto nella tua mozione, ma la mia impressione però è che si stia arrivando a considerare la laicità come un termine ubituale nel nostro linguaggio: non è che parlandone così spesso si arrivi ad una gara tra chi lo è di più?

La laicità è scritta nella Costituzione, non è qualcosa che si interpreta o si mette ai voti per vedere qual è la maggioranza che poi decide.
La Costituzione prevede che ogni persona sia INCLUSA nella “cittadinanza”: ogni persona, indipendentemente dal proprio credo o dal suo non credo deve sentirsi rappresentata da ogni decisione che il legislatore prende. Lo Stato si prende carico di ognuno,ed ogni persona è uguale di fronte al diritto, indipendentemente dalla sua professione di fede o di non fede.
Tutti coloro che rappresentano le istituzioni della Repubblica ed i legislatori dovrebbero vestire i panni di questa nostra laicità inclusiva. Per questo per noi LA LAICITA’ è un metodo, non uno spazio neutro collettivo che ognuno riempie come desidera nel suo privato. Il nostro Stato è laico,lo è il nostro Partito come da Costituzione.
Non c’è nessuna gara tra le mozioni, solo che su certi temi,come quelli di bioetica,ci sono delle differenze tra chi è ateo e tra chi professa religioni anche diverse.
La posizione delle Chiese, come di tutte le confessioni religiose presenti in Italia e le posizioni agnostiche vanno intese come sensibilità che i cittadini esprimono e pertanto non vanno ignorate,ma la politica e lo Stato non sono confessionali. Il cittadino resta ed è il perno intorno al quale ruota la politica e la cosa pubblica e solo a lui deve essere garantita piena libertà di scelta, in ragione del suo diritto ad auto determinarsi.

  • Il radicamento sul territorio è una prerogativa del prossimo segretario regionale, tu però tendi ad andare anche oltre confine. Non potrebbe diventare proibitivo?

Non affrontare la politica regionale con uno sguardo dall’Europa, non tener conto della posizione geopolitica del FVG sarebbe una grave carenza oggi che le persone e lo sviluppo delle conoscenze sono di fatto in movimento e che la maggioranza delle leggi italiane e regionali fanno capo alla legislazione europea. Come si fa a vedere correttamente la Regione se non si alza lo sguardo intorno ad essa?

  • Il Friuli Venezia Giulia sta patendo, come le altre regioni italiane, la grave crisi economica che stritola tutto il mondo. Il segretario Carloni cosa proporrà per tirarcene fuori?

Nessuno in questo momento ha la bacchetta magica… La politica ha delegato per troppo tempo ad altri la funzione che le spetta, quella di dare visioni e prospettive al futuro ed a governare i problemi. Sappiamo cosa non vogliamo diventi questa Regione. Un fortino arroccato su se stesso, concentrato sui cortili di periferia, impaurito dall’idea di futuro, rivolto al passato che non torna, compiacente dei poteri feudali.

  • Lavoro, Welfare e Salute. Tre temi importanti da risolvere entro breve. Cosa intendi proporre?

La grave crisi occupazionale si risolve, per ora, con un grande patto tra territori e con un ripensamento a breve, medio e lungo termine dei comparti e dei distretti, con una accelerazione sull’innovazione di tutti i settori dal turismo, ai servizi alla persona, all’agricoltura di qualità e alla logistica, con particolare riferimento all’economia “verde” quella che garantirà la riconversione energetica per la fine dell’era del “fossile”: energie rinnovabili, fotovoltaico, solare (Progetto 20,20,20 dell’Unione Europea).
Su Welfare e salute non possiamo che riprendere i progetti già in campo ed ormai accantonati dal centrodestra in questa Regione. Siamo consapevoli che l’emergenza futura in chiave assistenziale sarà la grande senilità e la non autosufficienza dati i numeri esponenziali a cui siamo già abituati e la grave carenza di aiuti alle famiglie ed in particolare all’occupazione femminile che comunque scontiamo ciclicamente, vista la carenza di asili nido e servizi per l’infanzia a costo sociale.

  • Altre tre urgenze in evidenza: Immigrazione, Ambiente e Istruzione. Le tue proposte?

L’immigrazione è scontata per lo sviluppo di questa Regione: non avremmo i numeri per coprire basilari servizi. L’accoglienza civile e l’integrazione delle persone che qui vengono è presupposto di convivenza pacifica e di rispetto reciproco, senza razzismi né paure. Ci sono decine di progetti finanziabili per i municipi in grado di supportare associazioni, scuole, imprese enti locali e volontariato, anche religioso, che in sinergia aiutano le persone ad orientarsi con la lingua, la legislazione, la burocrazia, l’educazione civica. Questi progetti in rete e le esperienze passate nei comuni che hanno affrontato il problema più da vicino, devono essere patrimonio di tutti.
L’Ambiente è una delle ricchezze più importanti che possediamo. Il consumo indiscriminato di territorio peserà sulle generazioni future. È fondamentale che la Regione si doti di un piano Energetico e di tutela Ambientale al passo con le esigenze dei cittadini e della qualità della vita.
L’istruzione e formazione continua per tutti non è uno slogan: le sfide future porteranno un divario tra generazioni sull’uso delle tecnologie, e tra persone sulla conoscenza scientifica. Questi divari vanno colmati, facendo delle nostre scuole quei luoghi accoglienti, sempre aperti e non garantiti a tempo intermittente dove si fa e si sviluppa cultura.

  • Il tema della tua mozione a cui tieni di più il quale potrebbe fare la differenza a queste Primarie?

Il tema dei diritti di cittadinanza e del rapporto tra i cittadini e la politica. Credo che il PD debba ritrovare questo antico legame di partecipazione vera ed autentica con tutti i portatori di interessi della nostra società regionale, tralasciando l’autoreferenzialità che ci ha contraddistinti in un recente passato.

  • Ti si “rimprovera” che sei troppo poco occupata in politica per rappresentare al meglio una regione che vorrebbe ritornare a governare, e che i tuoi interessi principali sono i diritti dei malati e la salute più in generale. Perché dobbiamo fidarci di un candidato che ha poca esperienza all’interno delle Istituzioni?

Sono giovane in politica. Otto anni di consigliere comunale a Ronchi dei Legionari, circa 20 mesi in Consiglio Regionale. Un amministratore dopo 10 anni di lavoro ha già imparato abbastanza e forse dovrebbe lasciare il passo.
Un segretario politico ha un’altra valenza: accompagna i processi, li interpreta, li media, garantisce la riuscita di un percorso. Per il PD che nasce dopo questo primo Congresso di fondazione, credo ci voglia una segreteria così: aperta e costruttiva, concreta ma che guardi lontano, vicina ai bisogni dei territori, innovativa ma ancorata alle nostre radici, presente per riedificare una grande casa che ora ci manca.

  • L’ultima domanda. Debora Serracchiani, un difetto e un pregio. Vincenzo Martines, un difetto e un pregio.

Debora è una grande comunicatrice mentre ha il difetto di essere troppo sicura (in politica nulla è scontato!)
Vincenzo ha il pregio di avere una tenacia da maratoneta. Il difetto? Sempre in politica (troppo?)

Maria Cristina ti ringrazio tantissimo a nome del circolo di Cordenons per essere stata con noi, e ti chiedo un’ultima battuta per convincere i simpatizzanti del Partito Democratico ad andare alle Primarie e scegliere te come segretario regionale

Perché una buona politica fa bene anche alla salute!