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Il governo non è più maggioranza

Ciò che fa davvero impressione nella mozione di sfiducia presentata dal capogruppo del Partito Democratico, Dario Franceschini, e discussa ieri pomeriggio alla Camera, non sono soltanto i numeri con cui si è stabilito che la maggioranza non è più maggioritaria al governo di questo Paese, ma bensì come quest’ultima si stia man mano che passano i giorni sempre più sgretolando sotto i suoi stessi frantoi politici.

A toccare i punti salienti del dibattito di ieri è stato lo stesso Franceschini, il quale, con un discorso talmente inappuntabile sul merito della mozione di sfiducia al sottosegretario alla giustizia – mentre tutta la maggioranza, soprattutto il guardasigilli Alfano, si è soffermata sul piano penale della questione e non sul piano politico – ha spalancato la porta della crisi che solo il Presidente del Consiglio si ostina a dire inesistente:

La maggioranza uscita dalle elezioni non c’è più. C’è una maggioranza residuale che dovrà conquistarsi la sopravvivenza volta per volta, con le astensioni sui singoli emendamenti. E’ iniziata la seconda parte della legislatura e sarà tutta diversa. Non sappiamo quanto durerà. Ma, on.le Berlusconi, non pensi di spaventare tutti minacciando le elezioni: ridotti come siete a brandelli le perdereste! Si ricordi che lei può dare le dimissioni e il giorno che lei lo farà sarà il giorno della sua resa e della nostra vittoria. Ma un minuto dopo le dimissioni lei esce di scena e la parola passa al capo dello Stato e al Parlamento e noi che sappiamo che sarebbe folle tornare a votare per la terza volta con questa legge elettorale – questa porcata come l’avete chiamata – faremo ogni battaglia per tornare a votare con una legge diversa. Nostro obiettivo è riconsegnare l’Italia ad un confronto normale e civile

L’altro dato interessante è venuto fuori dal discorso della deputata del Pdl Chiara Moroni.

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Questa manovra la paghi tu

pd aquila newsletter

Care democratiche, cari democratici

ieri alla Camera ci sono state le dichiarazioni di fiducia sulla manovra finanziaria. Tremonti ha detto che “questa manovra fa pagare i papaveri”.
Invece, come ha ribadito il segretario del PD Pier Luigi Bersani nel suo intervento, la manovra colpisce insegnanti, poliziotti, infermieri, vigili del fuoco: stiamo parlando di questo! E gli agricoltori che protestano, come abbiamo detto alla Lega, contro gli evasori delle quote latte, gli italiani a cui rimandano di un anno l’età della pensione, un anno e mezzo per gli autonomi. Colpisce voi che da gennaio pagherete più cari i servizi. Sono questi i papaveri? Allora i miliardari come il nostro Presidente del Consiglio, che non pagano un euro per questa manovra, cosa sono, mammole da proteggere?

I 24 miliardi della manovra andavano trovati in modo diverso. Il PD ha proposto di rafforzare la lotta all’evasione, far pagare di meno imprese e lavoratori intervenendo sulle rendite patrimoniali e finanziarie. Ma non se n’è potuto discutere.

Con l’ennesimo voto di fiducia il governo ha mortificato il Parlamento: nessun confronto, nemmeno sugli emendamenti a favore dei terremotati aquilani.
Così due giorni fa Bersani insieme a Dario Franceschini, Rosy Bindi e 140 deputati del PD ha lasciato l’Aula di Montecitorio per raggiungere L’Aquila.



Siamo tornati nei luoghi devastati dal terremoto per metterci al servizio dei cittadini. Per ridare voce a chi non ce l’ha. Abbiamo visto la zona rossa, parlato con i cittadini riuniti in assemblea accogliendo proteste e proposte. Ripartiamo dall’appoggio alla proposta di legge di iniziativa popolare e della tassa di scopo per la ricostruzione.
Alla festa democratica nazionale a Torino lanceremo la campagna per raccogliere le firme sulla proposta degli aquilani.
Prendiamo un impegno sentito come compito personale, teniamo viva la questione de L’Aquila, dove il PD c’è e dove si terrà la nostra Festa Nazionale della Cultura dal 7 al 12 settembre, proprio per tenere alta l’attenzione sul dramma che stanno vivendo tanti italiani.
Vi aspettiamo.

La redazione

Il confronto che si aspettava

Alla fine il confronto è arrivato! No, non parliamo di quello che vede protagonisti i tre candidati venerdì 16 ottobre alle 18.00 su YouDem, ma quello di ieri sera trasmesso dalle Iene. Ecco il video

Impressioni di un delegato

di Sandrino Della Puppa

La levataccia a notte fonda per giungere a Roma in tempo per partecipare alla Convenzione Nazionale del nostro partito è stata ampiamente ripagata dalle emozioni vissute in quella sala stracolma di un albergo alla periferia di Roma, dove i delegati provenienti da tutta Italia hanno dimostrato di vivere con passione e convinzione la costruzione del partito.

E’ stata anche l’ennesima dimostrazione di come a volte la base sia più convinta dei propri dirigenti della bontà del cammino che abbiamo intrapreso.
Poco importa che il più applaudito sia stato Franceschini. E’ lui infatti che ha fatto il discorso più appassionato. In realtà i delegati hanno applaudito tutti e tre i candidati perchè ovviamemente tutti e tre dicono, pur con diverse sfumature, cose condivisibili da tutti gli iscritti.
E sono stati apprezzati per le loro specificità e le loro proposte. Sono convinto che Bersani sarebbe un ottimo primo ministro, Marino un ottimo ministro della Salute e Franceschini il più adatto a fare il segretario (sono di parte).
Gli applausi più lunghi li hanno ricevuti Napolitano e la Rosi Bindi (per la quale c’è stata una autentica standing ovation).

Poteva essere un rito noioso questa convenzione prevista da uno statuto complicato. Si è trasformato in un momento di condivisione appassionata e partecipata (se volete anche solo emotivamente) di un progetto che avrà, sono convinto, vita lunga.
E che non sarà facile, ma ci sarà.

Siamo tornati a casa, noi delegati friulani, alcuni di Bersani altri di Franceschini, uno di Marino, senza diffidenze e contrapposizioni, convinti che chiunque sia il segretario prescelto sarà il segretario di tutti.

Sandrino Della Puppa delegato, per un giorno, alla Convenzione Nazionale

Risultati del Congresso di Cordenons

AL CIRCOLO DI CORDENONS HA VOTATO IL 61,8% DEGLI ISCRITTI

Assemblea congressuale CordenonsBene. Mi sembra che si possa essere soddisfatti per la buona partecipazione alla 1° Assemblea congressuale svoltasi ieri sera nella Sala Consigliare all'”Aldo Moro” di Cordenons.
Erano presenti oltre 100 persone. Su 160 iscritti aventi diritto di voto hanno votato in 99.
Unico rammarico il fatto che sia potuta essere presente solo Debora Serracchiani, essendo mancati all’ultimo momento all’appuntamento sia Vincenzo Martines che Maria Cristina Carloni. Poteva esserci un confronto alla pari tra i tre candidati alla segreteria regionale.
Comunque sia, tutte e tre le mozioni sono state ben illustrate e i punti-chiave motivati con convinzione dai sostituti Stefania De Piante (di Aviano) per “Bersani-Martines” e la coppia Eugenio CervesatoGiacomo Lagona (di Cordenons) per la mozione “Marino-Carloni“.
Il dibattito ha dimostrato che la franchezza e la vivacità non mancano, così come la possibilità di una sintesi e uno spirito unitario qualunque esito avrà il Congresso.

Le operazioni di scrutinio si sono protratte ben oltre la mezzanotte e hanno decretato i seguenti risultati:

Aventi diritto al voto: 160
Votanti: 99
Voti validi: 99
Affluenza al voto: 61,8% (ben al di sopra della media nazionale e regionale)

Per il NAZIONALE

Franceschini: 57
Bersani: 34
Marino: 8

Debora Serracchiani a Cordenonsper il REGIONALE

Serracchiani: 67
Martines: 27
Carloni: 5

Poi ci sarà l’atto finale delle primarie del 25 ottobre che speriamo sia molto partecipata.

Giovanni Ghiani
Segretario di Circolo