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Tutto qua?

Il New York Times racconta in un articolo tutti i passaggi che hanno portato alla pubblicazione del materiale. Il giornale della Grande Mela ha ricevuto dal sito di Julian Assange una parte del materiale, dopo averlo visionato e deciso di eliminare alcuni parti ritenute pericolose per la sicurezza nazionale la redazione ha passato tutti i files in suo possesso alla Casa Bianca chiedendo commenti o osservazione. L’amministrazione americana ha ovviamente condannato la pubblicazione in toto del materiale, ma ha chiesto nello specifico di mantenere il segreto su alcuni files ritenuti particolarmente sensibili. La redazione del New York Times in alcuni casi ha accolto le osserivazioni dell’amministrazione americana e le ha rigettate in altre. Ha quindi girato le opinioni espresse dalla Casa  Bianca anche alle redazioni di Le Monde, The Guardian e Der Spiegel e allo staff di Wikileaks, perchè fossero informati.

Anche Le Monde pubblica un articolo simile in cui viene raccontato il percorso che ha portato fino alla pubblicazione. Il quotidiano francese spiega come i cinque media, sempre in contatto tra di loro, abbiano lavorato sul materiale grezzo presentato da Wikileaks cancellando nomi o dettagli che a loro parere potevano diventare un pericolo per qualcuno.

Rispetto alle rivelazioni sulla guerra in Iraq e Afhganistan pubblicate nei mesi scorsi, questa volta il sito di Wikileaks ha deciso di adottare una strategia diversa. Fino a lunedì mattina le uniche fonti che riportavano informazioni di prima mano erano i cinque media (Der SpiegelNew York TimesLe MondeEl PaisThe Guardian) coinvolti nell’operazione mentre sul sito di Wikileaks continuava ad apparire la vecchia homepage non aggiornata. E anche seguendo l’account Twitter del sito di Julian Assange, si veniva rimandati solo ai cinque media in questione, senza che venisse rivelato alcun file originale. Le volte precedenti Wikileaks aveva deciso di pubblicare tutto il materiale in un colpo solo sul proprio sito.

Questa volta, del materiale a sua disposizione una piccola parte è stata passata a cinque testate selezionate che hanno avuto un’esclusiva mondiale per quasi dodici ore. Passato questo tempo è stato creato il sottodominio cablegate.wikileaks.org dove quella piccola parte (ma solo quella) è ora a disposizione di tutti. E il resto? I responsabili di Wikileaks spiegano che il resto del materiale verrà pubblicato a rate nei prossimi mesi. Dietro questa scelta, si giustificano i responsabili del sito, ci sarebbe la decisione di voler dare il giusto spazio a ogni singola informazione.

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