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Per il PDL il dramma della Liguria vale meno di quello di L’Aquila

Qualcuno si sognerebbe di dire che cosa è più grave tra il terremoto di L’Aquila e l’inondazione delle Cinque Terre? No, tanto è evidente quanto fuori luogo e di cattivo gusto sarebbe. Eppure….
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Oggi Consiglio

Oggi alle 18, presso la sala consiliare De Benedet del Centro Aldo Moro, è programmato il consiglio comunale con gli ordini del giorno di seguito elencati.
Vi ricordiamo, oltre alla partecipazione in consiglio, che nella sezione Ordini del giorno del sito, trovate i verbali e gli allegati della seduta di oggi e di martedì prossimo 29 novembre.

Prot.n. 22201

                  lì, 17 novembre 2011

OGGETTO: Convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria.

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Giovedì 29 settembre Consiglio comunale

Giovedì prossimo 29 settembre, alle 18,00 in sala consiliare De Benedet al centro culturale Aldo Moro, si terrà il nuovo consiglio comunale con gli ordini del giorno che trovate qui.

Non mancate!

Ordine del giorno sul federalismo fiscale e ICI

Il Consiglio Comunale di Cordenons

In occasione dell’approvazione del consuntivo 2009

Preso atto

– che il percorso parlamentare della delega presentata dal ministro Calderoli per la riforma federale del sistema fiscale italiano dovrebbe essere (!) ai nastri di partenza;

– che l’importanza di questo passaggio è indiscutibile in quanto:

1) la delega prevede profondi cambiamenti che riguardano sia il prelievo tributario sia la distribuzione delle risorse sull’intero territorio nazionale;

2) dall’assetto che verrà definito con le norme delegate dipenderanno non soltanto gli equilibri di finanza pubblica, ma anche il livello e la qualità dei servizi erogati ai cittadini, nonché l’efficienza delle più diffuse ramificazioni della pubblica amministrazione;

3) Si tratta di un intervento di grande complessità che deve completare la riforma del Titolo V della Costituzione varata nel 2001 e la cui necessità e urgenza è da anni asserita da numerose componenti della politica nazionale, in particolare la Lega Nord, anche se non sempre è parso che gli assertori avessero piena consapevolezza delle molte implicazioni di cui è indispensabile tener conto;

– che la Lega Nord è al governo nazionale da quasi 8 anni senza aver prodotto alcuna riforma federalista dello Stato, nonostante abbia fondato su di essa gran parte delle sue fortune elettorali al Nord;

– che Berlusconi sceso in campo nel 1994 governa questo Paese da circa 8 anni senza aver mai concretizzato alcunché in materia di federalismo ben sapendo che all’interno del PdL ci sono forze che il federalismo non lo vogliono per non perdere consensi elettorali al Sud;

– che l’abolizione dell’ICI sull’abitazione principale e relative pertinenze (che rappresentava l’unica vera forma di autonomia impositiva per i Comuni e quindi un primo passo verso il federalismo fiscale) si è rivelato solo uno spot elettorale sbandierato all’indomani delle elezioni politiche e buono per il Centrodestra e dannoso per le finanze degli Enti Locali, tanto più per i cittadini del Friuli-Venezia Giulia la cui regione finirà per perdere non solo la caratteristica di Regione Autonoma, ma anche la sua specialità (con grave nocumento per i cittadini friulani);

– che cospicui crediti arretrati dell’ICI prima casa riguardanti il 2008 e il 2009 non sono stati ancora trasferiti dal Governo Berlusconi al Comune di Cordenons che pertanto non può contare su risorse di cui necessita per garantire servizi e diritti di tutti cittadini cordenonesi;

– che l’ICI che dovrà essere in futuro versata all’ente comunale non terrà conto, secondo la legislazione vigente, degli adeguamenti legati alle nuove ‘prime case’ per il fatto che il governo non ha previsto ulteriori certificazioni comunali successive a quella del 2009 frustrando così ulteriormente le amministrazioni locali le quali, oltre a non ricevere più direttamente (e federalisticamente) l’imposta, se la vedono finanche ridotta ad una sorta di concessione, predeterminata, da parte dell’ente sovraordinato che nel frattempo continua a “vendere” agli italiani la storia della cancellazione dell’ICI (che peraltro deriva comunque dalla tassazione di tutti i contribuenti);

– che oltre 450 sindaci dei comuni lombardi di tutti i colori politici sotto il segno dell’ANCI hanno recentemente manifestato a Milano per reclamare più autonomia e risorse sufficienti a garantire ai propri cittadini opere e servizi necessari.

Ciò premesso

Il Consiglio Comunale

Auspica

Che il federalismo fiscale nella sua forma consapevole e solidale venga attuato quanto prima

c h i e d e

Al Presidente della Regione Friuli- Venezia Giulia Tondo come intenderà coniugare il federalismo fiscale con l’autonomia e la specialità del Friuli-Venezia Giulia;

c h i e d e

all’On. Bossi di dire la verità agli italiani e cioè, in particolare, di spiegare come mai dopo tanti anni di governo tale riforma a tutt’oggi non è stata attuata;

c h i e d e

al Capo del Governo e al ministro dell’Economia di provvedere a rimborsare il Comune di Cordenons e similmente gli altri Enti Locali che giustamente reclamano il dovuto degli arretrati ICI prima casa, nonché di consentire loro -anche per il corrente anno 2010- di inviare al Governo l’aggiornamento degli accertamenti relativi alle prime case affinché i trasferimenti da erogare ai Comuni siano congrui allo stato reale delle cose.

Copia di tale ordine del giorno venga inviata al Ministro Bossi, al Presidente Tondo, al ministro Tremonti e al Presidente del Consiglio dei ministri Berlusconi.

Scarica l’Ordine del giorno sul federalismo fiscale e ICI

Adotta la mensa di un bambino con famiglia in difficoltà

di Natale Sorrentino

Un cittadino di Adro: “Io non ci sto e pago la mensa ai bambini esclusi”.

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità.
Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato soldi per vivere bene.
E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.
A scanso di equivoci, premetto che:
– Non sono «comunista». Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici di tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo da condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non mi vengano a portare considerazioni «miserevoli». Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino).

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo? Vorrei sentire i miei preti «urlare», scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio».
Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell’amore». Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti «compagni che sbagliano».
Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1.200 euro al mese (regolari).
Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno? Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto? Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro. Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione del servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà pure dire poco ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.
Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno dei quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore, o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del «grande fratello».
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorìo di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo. Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.
Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

La lettera che avete appena letto è stata pubblicata da molti giornali nazionali (Il Manifesto all’origine), la allego come proposta di Ordine del Giorno ai consiglieri di Cordenons per raccogliere suggerimenti, critiche, adesioni…

Di mio, per dare una risposta operativa all’appello finale (stimolare e favorire anche volontariato sociale per sostenere la retta della mensa ai bambini con famiglie in difficoltà) lancio la proposta “ADOTTA LA MENSA DI UN BAMBINO CON FAMIGLIA IN DIFFICOLTÀ“.

Ritengo che siano queste le politiche tipiche di partiti con sensibilità sociale come il PD.