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Ditelo a loro che la crisi sta passando/4

Il Partito Della Crisi: un movimento che non teme neppure il recente sbarramento del 4%, sempre pieno di nuovi aderenti e oratori accalorati, un bacino incredibile di voti e votanti (ma anche di edicole votive), senza bandiere, né destra né sinistra insomma… perché tutto sì sa fa brodo, anzi fa crisi. Basta camminare per strada, quella della propria città, poco importa se piccolo centro urbano o grande metropoli perché al bancone del salumiere, tra i copioni del fruttivendolo abusivo, al bar o alla posta troverai sempre qualcuno che appartiene al partito della crisi, anche senza saperlo. Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha parlato di “una crisi, quella che stiamo vivendo, più grande di quella del dopoguerra, e tra due mesi sarà molto peggiore, colpendo anche le aziende più piccole”.

Intervista estemporanea ad un gruppo di persone, lavoratori nel settore edilizio. Un viaggio attraverso la crisi, attraverso le periferie palermitane popolate da piccoli imprenditori, famiglie, donne e uomini che oggi giorno tentano di sopravvivere e tirare avanti nonostante tutto.

Chiacchieratori da strada e di crisi

Ditelo a loro che la crisi sta passando/3

Il Partito Della Crisi: un movimento che non teme neppure il recente sbarramento del 4%, sempre pieno di nuovi aderenti e oratori accalorati. Un bacino incredibile di voti e votanti (ma anche di edicole votive), senza bandiere, né destra né sinistra insomma… perché tutto sì sa fa brodo, anzi fa crisi. Basta camminare per strada, qualsiasi strada di qualsiasi città, poco importa se piccolo centro urbano o grande metropoli, per sentire più o meno gli stessi discorsi: nel bancone del salumiere, tra i copioni del fruttivendolo abusivo, al bar o alla posta. Troverai sempre qualcuno che appartiene al partito della crisi, a volte, senza neppure saperlo. Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha parlato di una crisi, quella che stiamo vivendo, più grande di quella del dopoguerra, e tra due mesi sarà molto peggiore, colpendo anche le aziende più piccole”.
Intervista estemporanea ad un commerciante palermitano. Un viaggio attraverso la crisi, attraverso le periferie palermitane popolate da piccoli imprenditori, famiglie, donne e uomini che oggi giorno tentano di sopravvivere e tirare avanti nonostante tutto.

ll commerciante di passi

Ditelo a loro che la crisi sta passando/2

La crisi non invecchia mai: la città, i suoi tessuti, le sue economie ne portano addosso gli effetti. La crisi del capoluogo siciliano sembra essere quasi uno degli inveterati vizi di Palermo. La domanda è: cosa è cambiato nel 2009? i numeri. La crisi, insomma, ha allargato i suoi bacini.
Secondo il XVIII Report Sud dossier stilato della Fondazione Curella e dal Diste, la disoccupazione resta alta nel meridione, alcuni settori produttivi risentono della crisi a livello mondiale, il turismo subisce una frenata. L’ultima indagine campionaria su “Reddito e condizioni di vita” dell’Istat, documenta una situazione disastrosa per la Sicilia: il 19,6 per cento è stato in arretrato con il pagamento delle bollette, il 23,5 non riesce a riscaldare la casa adeguatamente e ben il 57,5 non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 700 euro.
La crisi ha toccato tutti i settori comportando la chiusura di importanti aziende e il licenziamento, o la cassa integrazione di molti operai. Nel terzo trimestre 2008, l’edilizia siciliana ha perso 14.000 addetti e l’industria in senso stretto mille. Poi c’è il dramma dei senza casa e dei disoccupati distribuiti tra container, alloggi confiscati alla mafia, ed edifici occupati abusivamente per avere almeno un tetto sopra la propria disperazione.

Palermo boccheggia