Archivi tag: Partito Democratico

Non ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedi tu

La campagna elettorale del Partito Democratico per le elezioni europee sarà tutta centrata sul format “Non ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedi tu“. Presentati al Nazareno i manifesti per il voto di maggio: «Avremmo potuto scegliere il volto di Matteo Renzi – spiega Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione del Pd, – invece abbiamo chiesto alla nostra comunità di partecipare»

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Nasce il Partito Democratico 2.0

Prenderà il via il 25 aprile il nuovo tesseramento 2.0, primo passo verso il partito digitale, più innovativo e partecipativo, che guarda alla Rete per interagire con gli iscritti. Nella Direzione nazionale di venerdì verranno fatti i nomi di Serracchiani e Guerini per guidare il Partito Democratico in assenza di Matteo Renzi

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Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico

Con il 68 per cento dei voti del popolo delle primarie, Matteo Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico. Renzi: “A noi il compito di ridare credibilità alla politica e ricchezza all’Italia”. Civati: “Con questo PD possiamo vincere“. Cuperlo: “Ora Renzi sarà il nuovo segretario, ma noi ci saremo“.

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Vi propongo di iscrivervi al Pd

Vi faccio una proposta che potrebbe essere considerata da qualcuno un’esperienza hard: vi propongo di iscrivervi al Pd. So bene che molti di voi non l’hanno fatto più, che altri non ci hanno mai pensato e che non sia proprio la fase più esaltante della politica italiana per invitare le persone a partecipare alla vita di un partito. Fidatevi, per una volta…

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La direzione nazionale del Pd approva all’unanimità le liste dei candidati in Parlamento

LA DIREZIONE DEL PD APPROVA ALL’UNANIMITA’ LE LISTE. IL PD DECIDE CON LA PARTECIPAZIONE, ALLA LUCE DEL SOLE E CON IL VOTO COLLETTIVO NEGLI ORGANISMI DIRIGENTI. GLI ALTRI LAVORANO COME CARBONARI, NEL CHIUSO DI UNA STANZA O NEI CONVENTI. IL PD PUNTA A ELEGGERE IL 40 PER CENTO DI DONNE.

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Lettera del Segretario Nazionale del PD Pier Luigi Bersani

Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di “progettarlo” un po’, togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.

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La nota del mattino Mercoledì 19 ottobre 2011

CON LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE IN PIAZZA SAN GIOVANNI A ROMA IL PD LANCIA LA SFIDA ALLA DESTRA. SARA’ UNA FESTA DI POPOLO PER BATTERE LA VIOLENZA CHE HA FERITO ROMA.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non solo ha confermato ma anche rilanciato sull’appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni a Roma. In nome del popolo italiano per battere Berlusconi e sostenere le proposte del Pd per l’alternativa di governo al berlusconismo. Ma non solo. Altro che leggi speciali ( ieri il ministro Roberto Maroni ha riferito al Senato ed ha proposto alcune norme di severità). Ci vogliono meno tagli alle forze dell’ordine. Capacità di prevenzione. Ma è decisivo che ci sia anche una festa di popolo, come vuol essere la manifestazione nazionale del Pd del 5 novembre aperta «a tutte le associazioni e a tutte le persone che vogliono manifestare anche non sotto le nostre bandiere», per riappropriarsi della piazza e battere la violenza che ha sfregiato Roma. Basterà la bandiera italiana e la costituzione, ha detto Bersani.
Da L’Unità. Dall’articolo di Simone Collini. «La faremo. In nome del popolo italiano. E sarà una grande festa di popolo». Pier Luigi Bersani, il giorno dopo l`annunciato divieto da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno a svolgere cortei in centro per prossimi trenta giorni, annuncia che la manifestazione nazionale del Pd prevista per il 5 novembre a piazza San Giovanni non subirà slittamenti. «Pensiamo che il modo per combattere la violenza non è restringere gli spazi della democrazia. Sarebbe un grave errore». Bersani è a Montecitorio mentre il ministro dell`Interno Roberto Maroni illustra al Senato la linea dura sui cortei come reazione all`inferno scatenato a Roma sabato dai black bloc. «Noi siamo contro legislazioni speciali», dice il leader del Pd. Bisogna affinare la normativa per prevenire meglio, le forze dell`ordine devono essere equipaggiate meglio e non devono essere massacrate come è stato finora dal governo». Ma non c`è solo questo, per quel che riguarda la manifestazione dei cosiddetti indignati, c`è anche un tema «politico e culturale» da tenere presente: «Quel movimento non ha avuto la possibilità di esprimersi e aveva invece alcune buone ragioni. Noi alcuni di quei messaggi vogliamo raccoglierli». A cominciare dal manifesto dei progressisti europei che vogliono mettere «in equilibrio» le ragioni dell`economia reale con i privilegi della finanza, che «deve essere messa al servizio delle operazioni, non al comando». Si parlerà anche di questo, alla manifestazione del Pd del 5 novembre, quando sul palco salirà anche il leader della Spd Sigmar Gabriel (un invito è appena partito anche per Francois Hollande). La giornata di San Giovanni (per la quale sono previsti anche momenti musicali) spiega Bersani, sarà aperta non solo ai militanti del Pd «ma a tutte le associazioni e a tutte le persone che vogliono manifestare anche non sotto le nostre bandiere»: «Basta la bandiera italiana e la Costituzione. Diremo la nostra sulla ricostruzione del Paese e sulla possibilità che l`Italia ha di riprendere il cammino. In piazza ci sarà la parola della fiducia. Faremo della manifestazione un grande appuntamento pacifico di popolo, sarà il nostro regalo a Roma, città capitale che da capitale ha sempre accompagnato l`evoluzione democratica del Paese».

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La nota del mattino Venerdì 14 ottobre 2011

BERLUSCONI NON FINGE PIU’: PUNTA A RESISTERE FINO AL MOMENTO IN CUI POTRA’ ANDARE AL VOTO ALLA GUIDA DEL GOVERNO, CIOE’ FINO A NATALE. BOSSI E’ CON LUI. OGGI UNA STANCA CONTA.
Il presidente del Consiglio non finge più. La qualità del testo letto ieri alla Camera e sul quale chiedere la fiducia lo dimostra: “Privo di novità, ripetitivo, generico” ha scritto Stefano Folli su Il Sole 24 Ore in un articolo intitolato “Un discorso modesto per una fiducia svogliata”. Strategia e tattica del capo del governo sono ormai chiare: Berlusconi punta ad arrivare fino a Natale per avere il tempo di mettere al sicuro la prescrizione breve (che gli permette di evitare la condanna nel processo Mills attesa per novembre) e di andare al voto nella primavera del 2012 mantenendo la guida del governo. Anche l’obiettivo di fondo non ha nulla a che vedere con le prospettive dell’Italia: potendo nominare in base alla vecchia legge porcellum i parlamentari, Berlusconi potrebbe contare su falangi di fedeli anche se venisse sconfitto alle elezioni. In questo modo potrebbe difendere gli affari di famiglia e la sua persona e continuare a combattere (di lasciare il posto ad altri, anche del centrodestra, non se ne parla neppure). Naturalmente questi sono gli obiettivi di Berlusconi (e di Bossi, che gli stessi problemi di autodifesa in seno alla Lega). Ma non è detto che il capo del centrodestra riesca a raggiungerli. Oggi uno stanco voto di fiducia. E una cosa è certa: tutto questo tirare a campare non giova al paese. In mezzo a una delle crisi peggiori dal 1929, gli italiani rischiano di pagare per gli interessi e i desideri personali di Berlusconi e di Bossi un prezzo altissimo in termini di tenore di vita, assistenza, servizi e, soprattutto, prospettive per il futuro dei giovani.

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La nota del mattino Giovedì 13 ottobre 2011

DIECI MINUTI E VIA. OGGI BERLUSCONI CALA LA MASCHERA E PARLA DA SOLO IN PARLAMENTO PER OTTENERE OSSIGENO FINO A NATALE. POI PENSA CHE POTRA’ ANDARE AL VOTO E DECIDERE LUI CHI CANDIDARE. MA RIESCE NELL’INTENTO GLI ITALIANI, SENZA UN GOVERNO DEGNO DI QUESTO NOME, RISCHIANO DI PAGARE AMARAMENTE LA CRISI.
Questa mattina Silvio Berlusconi leggerà un discorsetto di dieci minuti appena. Una sbrigativa formalità. Incurante dei richiami del capo dello Stato alla credibilità del governo e degli appelli alla concretezza e immediatezza degli interventi lanciati dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi (tra pochi giorni presidente della Banca centrale europea), il presidente del Consiglio oggi tenterà di guadagnare un po’ di tempo. Tra accordi, rassicurazioni e trattative nel centrodestra, Berlusconi sta tentando di arrivare almeno a Natale, per andare al voto in sella al governo e scegliere i fedelissimi da candidare (nominare) con l’attuale legge elettorale, avendo anche il tempo in queste settimane di approvare la prescrizione breve e salvarsi dalla condanna per corruzione nel processo Mills, prevista per novembre.
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