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In un consiglio infuocato tiene banco la commissione sulla variante voluta da Del Pup

In consiglio comunale a Cordenons, nella seduta del 24 novembre scorso, si è abbondantemente parlato della commissione d’indagine sulla variante 30 chiesta con “molta” insistenza dal presidente del consiglio comunale Riccardo Del Pup. Ho “rubato”, filmandoli, alcuni scorci del dibattito in cui si nota la volontà di Del Pup ad andare avanti con la commissione, e la risposta di Alberto Fenos a smentire totalmente le parole del presidente del consiglio comunale.

La commissione – stando alle parole di Del Pup – vuole fare chiarezza sull’operato dell’ex sindaco Mucignat quando venne approvato il nuovo piano urbanistico – la Variante 30, appunto: Del Pup accusa Mucignat, con pungente velina, di aver più o meno corrotto tutta una serie di cose facenti parte del progetto.

La risposta del capogruppo del Pd Alberto Fenos smentisce le accuse del presidente, aggiungendo alcune certezze su tutta una serie di false verità arrivate alla stampa in questi giorni da parte di chi vuole a tutti i costi la commissione d’indagine contro Mucignat.

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Una scossa per il Pd provinciale

Pubblichiamo la lettera aperta di Gianni Ghiani, Presidente dell’Assemblea provinciale del Pd Pordenonese nonché segretario del Pd Cordenons, pubblicata oggi sui quotidiani locali.

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All’indomani dell’assemblea provinciale del Pd vedo con maggiore evidenza il bicchiere mezzo pieno dei contenuti emersi piuttosto che quello mezzo vuoto della bassa partecipazione. Finalmente si è tornati a discutere estesamente di contenuti con l’intenzione di mettere a fuoco in modo organico e sistemico alcuni dei grandi nodi che dobbiamo riuscire a sciogliere per dare una prospettiva all’Italia, alla nostra regione e al nostro territorio provinciale.

E’ emerso chiaramente come la questione del lavoro che manca, soprattutto per i giovani e le donne, è un vulnus per lo sviluppo strutturale della nostra società. Le imprese e le filiere di distretto possono tornare a dare lavoro se potranno contare su un sistema del credito centrato sullo sviluppo dell’economia reale e non sulla finanza; questa, lasciata crescere senza limiti, finisce per distruggere le imprese e l’occupazione. Dobbiamo altresì uscire dal circolo vizioso per cui la maggiore competitività del Paese si può conseguire solo con una maggiore precarietà dei lavoratori. Non è più accettabile che i giovani facciano una trafila indefinita e senza prospettiva fatta di stage, apprendistato, contratti a progetto e /o a tempo determinato; questo mette a rischio la stessa sostenibilità del sistema pensionistico e del welfare in generale, comunque da riformare.
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Interrogazione urgente a risposta scritta al Sindaco Ongaro e all’Assessore Bottecchia

Ill.mo Sig. Sindaco,
e p.c. al Presidente del Consiglio Comunale

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti Consiglieri Comunali, nel premettere

che da diversi anni molti genitori del presso scolastico di Nogaredo hanno segnalato la necessità di poter accompagnare (e lasciare) a scuola i propri figli prima dell’inizio dell’orario scolastico per poter raggiungere in tempo il proprio posto di lavoro;

che negli anni precedenti l’Amministrazione ha sempre raggiunto un accordo con il personale ATA, in modo da attribuire loro un compenso per aprire in anticipo le porte della scuola e vigilare sui bimbi alcuni minuti, prima che questi vengano presi in carico dagli insegnanti;

che per tale mansione ulteriore a quella contrattuale, in accordo con Dirigenza e OO.SS, veniva riservata ed iscritta a bilancio apposita posta e sottoscritta idonea convenzione;

che anche quest’anno vi sono disponibilità nel bilancio previsionale, opportunamente accantonate;

che, davvero incredibilmente, all’inizio di quest’anno i genitori sono stati lasciati soli, senza che nessuno si attivasse per sostituire il servizio che il personale ATA ha da quest’anno declinato, con comunicazione trasmessa all’Amministrazione ONGARO per tempo e con largo anticipo;

che si è generata una grande confusione, totalmente attribuibile all’Amministrazione ONGARO tanto che:

  1. i genitori e la Direzione Didattica si sono attivati da soli per reperire cooperativa che effettui il servizio;
  2. impellente e improcrastinabile la risoluzione del problema, era stata invitata una associazione (venerdì 16 settembre) per raccogliere adesioni, poi allontanata dal Sindaco ONGARO;
  3. allo stato nulla si sa di come possa essere risolto il problema, considerato altresì che far arrivare i pulmini alle 8.15 ha aggravato anziché alleviare il disagio,

interroga il sig. Sindaco e/o l’Assessore all’Istruzione

per sapere come mai non si è provveduto ad organizzare tempestivamente il servizio di pre-accoglienza;
per sapere se l’Amministrazione intende investire i fondi già riservati a bilancio per il servizio di pre-accoglienza, destinandolo quantomeno ad abbattere i costi del servizio;
se vi è intenzione di espletare gara d’appalto del servizio e, in caso di risposta positiva, entro quali termini;
quali sono le soluzioni per tamponare e rimediare al ritardo, atteso che i genitori hanno urgenza di risolvere immediatamente il citato problema.

Partito Democratico – Alberto Fenos
Sinistra in Comune – Laura Sartori
Scegliere Insieme – Gianni Segalla
IDV-Libertà Civica – Lanfranco Lincetto

Cordenons, 19.09.2011

Le cinque gravi violazioni commesse dal Presidente del Consiglio Comunale Riccardo De Pup

La seconda (ma prima per contenuti politici) seduta consigliare ha svelato il vero volto di chi ci governa. In particolare il Presidente del Consiglio ha più volte calpestato le regole della democrazia, scolpite (anche se non ce ne sarebbe bisogno) nel Regolamento che disciplina il funzionamento del Consiglio Comunale.

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Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Comunale

e p.c. Ill.mo Sig. Sindaco e sua Giunta

e p.c. a tutti i Consiglieri Comunali

Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio Comunale, seppur brusco ed inelegante, ho prontamente seguito il suo suggerimento (“…Lei non può parlare: si legga il Regolamento…!”). Sono andato, così, a rivedermi le norme che disciplinano il funzionamento del Consiglio Comunale (regole che per altro conosco e conoscevo), trovandovi la conferma di alcune gravi violazioni da Lei commesse durante la seduta del 26 luglio u.s.

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Il Pd all’attacco: «Ongaro riduca gli assessori e le spese»

Il Partito democratico, reduce dal suo primo consiglio vissuto dai banchi dell’opposizione, va al contrattacco, riprendendo quanto emerso dalla prima seduta dell’era Ongaro. «Chiediamo al sindaco di impegnarsi a ridurre gli assessori da 7 a 6. Ci sembrerebbe coerente con quanto assicurato in campagna elettorale», annuncia il capogruppo del Pd Alberto Fenos. «Il primo cittadino nel prossimo consiglio dovrà poi scusarsi pubblicamente per essersi presentato raccontando quattro menzogne in 15 giorni», aggiunge Fenos. «I 7 assessori, a differenza di quanto sostiene Ongaro, aumentano inevitabilmente i costi della politica. Il sindaco non può poi ridursi lo stipendio di mille euro come ha detto. Non sarà lui a togliere l’indennità al presidente del consiglio, ma è la legge regionale ad avere equiparato questa figura ad un consigliere. Diceva anche che si sarebbe dedicato a tempo pieno al municipio, cavalcando la calunnia che Mucignat non fosse mai presente, e invece continuerà ad insegnare», ribadisce Fenos quanto presentato in consiglio. Il Pd ha poi depositato un’interrogazione al neoassessore Cesare De Benedet: «Proprio lui, che sei mesi fa chiedeva la riduzione dei costi della politica, fa parte di una giunta che li ha subito aumentati – sottolinea il capogruppo -. Dovrà darci una spiegazione». Nel prossimo consiglio si discuterà nuovamente della causa contro il Comune di un altro assessore, Claudio Pasqualini. Ha ritirato il ricorso, ma all’opposizione questa decisione non basta. «La causa è stata respinta, ma il giudice ha compensato per due terzi le spese di lite. Il Comune – viene chiesto dal Pd – deve procedere in appello per recuperare questa spesa e non farla pagare alla comunità».

Sul Gazzettino online

Primo consiglio dell’era Ongaro

Sabato mattina alle 9.30 c’è stato il primo consiglio comunale della nuova giunta guidata da Mario Ongaro. Come “prima volta” la sala De Benedet era gremita di pubblico richiamato a quella che doveva essere la prova del nove per il neo sindaco e per l’amministrazione uscente. La campagna elettorale è finita tra le scintille da una parte e dall’altra, per cui, questo primo consiglio, serviva anche a capire come si sarebbero comportate la maggioranza e la minoranza subito dopo il voto.

E’ stata una bella prova di forza – Ongaro da una parte, Mucignat e Fenos dall’altra: il giuramento del sindaco è durato ben oltre il tempo consono in questi casi (circa un’ora e mezza); Mucignat ha affermato che la priorità di questa amministrazione è andare avanti con il programma intrapreso e non completato dall’ex maggioranza, mentre Fenos – capo-gruppo del Pd – ha immediatamente attaccato Ongaro sui temi a lui cari:

«il sindaco ha le idee confuse, in particolare sui rifiuti. Ha debuttato con quattro menzogne: ha aumentato di un assessore la sua squadra, ha assicurato che si ridurrà il compenso quando non può farlo, ha detto che la presidenza del consiglio sarà gratuita e che lui sarà a tempo pieno, mentre continuerà a lavorare a scuola».

Al momento della votazione segreta per eleggere il Presidente del Consiglio e del suo vice, la maggioranza si è espressa a favore di Del Pup e Zancai, l’opposizione per Ghiani e Sartori. Hanno naturalmente prevalso i primi.

Il momento clou è arrivato quando il sindaco ha concesso le deleghe agli assessori. L’assessore Claudio Pasqualini (Udc) ha comunicato di ritirare il ricorso in appello per la causa di lavoro contro il Comune, mentre il consigliere Andrea Gobbo (Pdl) ha annunciato le sue dimissioni da presidente della Filarmonica. Entrambe le cariche risultavano incompatibili con l’incarico consiliare.

«Pasqualini resta incompatibile perché è lo stesso Comune che ha interesse a ricorrere per recuperare le spese legali, dopo il respingimento della causa da parte del giudice del lavoro»

ha attaccato ancora una volta Alberto Fenos; la risposta del vice sindaco Stefano Raffin è stata attendista: «Verificheremo questo aspetto prima del prossimo consiglio».
Ultima annotazione: Alessio Scian, consigliere della Lega, si è dimesso e il suo posto è stato preso dall’assessore Roberto Bomben.

Il problema principale di questa nuova maggioranza è sostenere i costi gestiti ottimamente dall’amministrazione di Carlo Mucignat. L’Ecomuseo, l’ex Makò, la viabilità e i rifiuti sono solo i primi casi di una buona passata gestione comunale, con la quale, Ongaro & C., dovranno fare i conti. Inoltre si dovrà chiarire una volta per tutte chi sosterrà i 50mila euro della causa tra Pasqualini e il Comune ora che lo stesso neo assessore ha deciso di ritirare il ricorso. Pasqualini è stato condannato dal giudice del lavoro a pagare un terzo delle spese, adesso chi pagherà? Se facciamo ricorso ai tempi passati viene facile pensare chi sborserà i restanti 34mila euro, ma voglio essere ottimista credendo che Ongaro farà di tutto per farsi risarcire dallo stesso Pasqualini in quanto non è possibile che dall’oggi al domani basta una semplice rinuncia per far cadere un castello di insulti e proclami durato cinque anni con una coda polemica altrettanto lunga. Ongaro dovrebbe confermarci, a tutti noi cordenonesi, che non sarà il Comune a pagare la restante parte; che non saremo noi cittadini a doverci accollare i costi di una scellerata causa già persa solo perché all’egregio Pasqualini conviene più fare l’assessore che il dirigente comunale.

Una domanda la quale spero il sindaco avrà la compiacenza di rispondere al prossimo consiglio comunale.

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Primo consiglio comunale, prime palesi contraddizioni di una maggioranza tale solo nei numeri in aula

Nella mattina di sabato 18 giugno il consiglio comunale si è insediato e il nuovo sindaco Mario Ongaro ha giurato davanti a circa 160 cittadini. Subito un pensiero: come si fa a essere della Lega Nord e giurare in nome del popolo italiano fedeltà alla costituzione repubblicana? E’ un mistero che non comprendo. Per me sussiste una contraddizione di fondo tra l’essere militante di un partito che all’art.1 del suo statuto pone come scopo l’indipendenza della Padania e poi vedere lo stesso, segretario di sezione leghista, diventare primo cittadino di un comune dell’Italia una ed indivisibile. Ongaro e i suoi mi devono dire come fanno a conciliare due cose tanto in contraddizione tra loro se non facendo dell’ipocrisia un sommo principio politico. Per inciso, a Pontida ieri si è visto che il doppiogioco, sempre più schizofrenico di un leghismo di lotta dura e di governo perbenista, non piace più neanche al popolo verde che ha gridato “secessione!” durante l’imbarazzato discorso di Bossi. Ebbene, più per necessità che per convinzione, anticipando il primo dei nostri ordini del giorno, la maggioranza a trazione leghista ha fatto risuonare nell’aula consiliare anche l’inno di Mameli. Bene, ma francamente non trovo accettabile che tutto scorra innocentemente come se nulla fosse. Provo irritazione nel constatare che valori, riti, simboli dell’identità nazionale vengono svuotati di ogni autentico significato e riempiti di abbondante opportunismo politico. E’ chiaro che per il centrodestra ciò che conta è stare al potere anche mettendo insieme una coalizione-guazzabuglio di interessi e valori contrapposti. Penso che le contraddizioni prima o poi esploderanno. E noi saremo il detonatore.

Espletato il protocollo, il sindaco con fascia tricolore addosso e fazzoletto verde al taschino, ha cominciato a presentare, illustrare e commentare il programma per i prossimi cinque anni. Un’ora e mezza di discorso, spesso lezioso da maestro in cattedra, i cui verbi d’azione amministrativa erano spesso coniugati al futuro con tono dubitativo o al condizionale, preceduti da “forse, probabilmente, vedremo se, e simili”. Più volte, oltre che in premessa, ha ripetuto che il suo programma sarà flessibile e non rigido, capace di adattarsi alle nuove esigenze che i cittadini indicheranno a lui e alla sua giunta. Lui sarà il sindaco che ascolterà e accontenterà la gente perché è in questo modo che si fa comunità, che si creano legami di cooperazione e coesione sociale. Dubito. Intanto non ha detto alcunché sulle assemblee di quartiere, come strumento di ascolto e partecipazione dei cittadini sperimentato negli ultimi anni, e nulla sugli Stati Generali tanto richiesti dall’alleato silente Franco Vampa e che tutte le forze politiche poco prima delle elezioni si erano impegnate a realizzare con l’inizio del nuovo mandato. Ongaro ha spaziato su tutti i capitoli del programma, promettendo e auspicando cose che, come ho avuto modo di dire nel mio intervento, l’amministrazione Mucignat ha già realizzato o sono state avviate per l’85-90%. Ho detto pure che la flessibilità, tanto ostentata, segnala una volontà del sindaco di essere populista più che popolare. Governare non significa dire sempre di si a tutti. Governare significa anche spiegare che certi desideri non si possono soddisfare e che certe richieste non si devono esaudire in alcun modo. Il motto “prima i nostri” è incompatibile con i diritti umani, con le direttive europee, con il dettato costituzionale e quindi con diverse leggi nazionali. Un sindaco deve governare con senso di responsabilità.

Ongaro non ha iniziato nel migliore dei modi: ha dimostrato di essere confuso e poco attento alla realtà. Come si fa a discettare per oltre un’ora di provvedimenti e opere da fare quando è palese che in gran parte sono già compiute dal predecessore? Non siamo mica all’anno zero! Dov’era Ongaro dal 2006 ad oggi? In quale paese viveva? Ci ha pensato Carlo Mucignat nel suo intervento a rinfrescare la memoria a tutti: sindaco, amministratori e cittadini presenti. Il centrodestra eredita una situazione contabile risanata, un avanzo di bilancio di 900 mila euro per nuovi investimenti, una miriade di lavori pubblici completati e altri da poco avviati (rifacimento strade con piste ciclabili, rotonde, riqualificazione della piscina, ampliamento del comando di polizia municipale, ristrutturazione Centro A.Moro, nuove sedi per le associazioni, ecc) e migliorato i servizi, quelli sociali e culturali in testa, accrescendone l’efficienza e la qualità. Questi sono fatti, non parole in libertà.

E, come ha evidenziato anche Laura Sartori, di Sinistra in Comune, questi fatti vanno riconosciuti e salvaguardati anche da chi subentra perché il dato politico inconfutabile è che il centrodestra governa per una manciata di voti in più rispetto al centrosinistra. Noi rappresentiamo l’altra metà dei cittadini cordenonesi che sono andati al voto!  Non una esigua minoranza. La nostra opposizione sarà perciò ancora più forte e competente in quanto avvalorata da una forza elettorale pressocché equivalente.

A sottolineare le contraddizioni di Ongaro ci ha pensato anche il neocapogruppo Pd Alberto Fenos ricordando che il sindaco in campagna elettorale ha fatto ai cordenonesi ben quattro promesse rivelatesi poi ingannevoli. Primo, Ongaro aveva promesso di comporre una giunta di sei assessori, come nel mandato precedente di Mucignat, e invece l’ha realizzata di sette componenti non avendo saputo contenere gli appetiti dei partiti che lo hanno sostenuto. Secondo, Ongaro aveva dichiarato agli elettori che avrebbe fatto il sindaco a tempo pieno e invece ha chiesto solo una riduzione d’orario d’insegnamento. Per coerenza avrebbe dovuto chiedere l’aspettativa, e non lo ha fatto. Terzo, aveva assicurato che si sarebbe ridotto lo stipendio quando invece, in veste di dipendente pubblico, non lo può fare perché la legge non glielo consente. Quarto, aveva affermato che il presidente del consiglio, nonostante la nuova legge non lo dica espressamente, avrebbe rinunciato al compenso equiparato all’assessorato. La legge invece è chiarissima al riguardo sancendo che al presidente va il gettone presenza da consigliere eventualmente maggiorato.

Insomma, il sindaco Ongaro già dalle prime mosse ha dimostrato di non essere all’altezza della situazione. Noi dell’opposizione di sicuro non faremo sconti alla maggioranza. E non faremo sconti, a partire dalla questione dell’incompatibilità dell’assessore Pasqualini, il quale, dopo aver perso in primo grado la causa contro il Comune, durante il governo Mucignat, non può ora pretendere di chiudere la partita con la giustizia a tarallucci e vino. Il Comune ha tutto il diritto di rivalersi sull’ex-dipendente, oggi divenuto amministratore, per i restanti due terzi delle spese legali che il giudice ha accollato all’Ente Locale. Anche se si tratta di 5-6 mila euro, sono pur sempre soldi pubblici che è giusto riscuotere da chi la causa l’ha intentata e poi persa.

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Sala De Benedet gremita di spettatori

Il primo Consiglio Comunale per il comune di Cordenons è iniziato con l’Inno di Mameli tra i fazzolettini verdi e le coccarde tricolori dei Consiglieri Comunali eletti.

Stefano Raffin in qualità di Consigliere più votato ha iniziato i lavori facente funzione di Presidente del Consiglio trattando per primo il problema dell’incompattibilità di Pasqualini e di Gobbo così come da OdG. Il primo per un contenzioso con il Comune, il secondo perchè presidente della Filarmonica comunale.

Pasqualini nell’era Del Pup ricopriva una funzione dirigenziale, poi rimossa dall’amministrazione Mucignat. Quindi nel 2006 Pasqualini ricorse al Tribunale perdendo il contenzioso. Ora volendo fare l’Assessore non può ricorrere in appello perchè il CONTROLLORE non può essere anche il CONTROLLATO.

I più potrebbero notare che così facendo, Pasqualini, ha scelto la strada della Giunta piuttosto che far valere i propri diritti di lavoratore ”bastonato” da una Amministrazione avversa. Motivazione per la quale intraprese la strada giudiziaria.

Chissà cosa avremmo fatto ognuno di noi una volta citato il Comune: farsi un giretto per 5 anni in Giunta o perseverare una propria linea per ridare dignità alla propria figura lavorativa lesa “da comportamenti poco chiari”. Il tribunale ha verificato e Pasqualini ha scelto.

In pochi, invece, hanno notato che il processo civile ammonta a circa 50.000 euro e che Pasqualini è tenuto a pagare 1/3 delle spese.

E il restante due terzi a chi tocca?? Non toccherà mica al Comune che ha vinto la causa!! Una volta persa la causa e rinunciando all’appello non vuol dire annullare il contenzioso e con una stretta di mano scordarsi del passato.

Quindi se ora Pasqualini non è intenzionato ad andare avanti, avvallando la tesi iniziale, bisogna chiedergli anche i rimanenti 2/3 delle spese perchè il cittadino cordenonese non è disposto a pagare per una “stizza personale” portata avanti per troppo tempo.

C’è inoltre da tener conto che se Pasqualini avesse torto, a pratica chiusa definitivamente, tutti gli atti con lui presente sarebbero nulli. Ci sono altre questioni sulla vicenda ma li tratteremo a tempo debito.

Per onore di cronaca l’art 70 del testo unico prevede che ogni singolo cittadino possa rivolgersi al Giudice e richiedere che lo stesso imputato paghi le spese processuali e non Noi contribuenti.

Gobbo si è dimesso da presidente della Filarmonica, Pasqualini ha scelto la strada della Giunta.

Il Consiglio è continuato con la nomina a votazione segreta da parte del Presidente del Consiglio e del suo Vice.

Per quanto riguarda la maggioranza ha proposto Del Pup come Presidente e Loris Zancai (Lega) come suo Vice.

La minoranza, invece, ha proposto Ghiani come Presidente e Sartori come suo Vice.

I numeri hanno dato ragione alla maggioranza.

Il Consiglio è continuato con la proclamazione del Sindaco Ongaro che ha prestato giuramento alla Repubblica Italiana e ha fatto il suo primo intervento da Primo Cittadino. Il Consiglio è proseguito con i restanti Ordini del Giorno.

….to be continued!!

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La grande festa di Cordenons

Eravamo in tantissimi – gente comune e politici – in piazza della Vittoria a Cordenons a chiudere la campagna elettorale per

Carlo MICIGNAT sindaco

e per la coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico, Scegliere insieme, Sinistra in Comune e Libertà civica-Italia dei valori.

Sul sito le prime foto scattate un po’ da tutti i sostenitori del PD CORDENONS e di Carlo MUCIGNAT

Carlo MUCIGNAT e Beppe FIORONI

Il Pd e Mucignat incontrano gli elettori del Pasch

Sabato 30 aprile dalle ore 10.45 presso la sede ENAIP del Pasch, si è tenuto il primo appuntamento di quartiere con la presentazione del programma e dei candidati con il Sindaco Carlo Mucignat.

Alla presenza di numerosi candidati il Sindaco ha descritto solo una parte degli obiettivi raggiunti dall’Amministrazione comunale da lui condotta in questi ultimi cinque anni di governo di Cordenons, altrimenti la mattinata intera non sarebbe bastata. I risultati raggiunti sono sinteticamente riportati nell’opuscolo distribuito nei giorni scorsi a tutte le famiglie.

Ricordiamo che l’opuscolo è stato realizzato e pubblicato con finanziamenti dei partiti di centrosinistra come riportato nell’ultima pagina dell’opuscolo stesso.

Il sindaco Mucignat è passato, poi, ad illustrare ai cittadini parte del programma per i prossimi cinque anni. I cordenonesi presenti si sono dimostrati molto preparati e puntuali su temi come la potabilità dell’acqua, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, le energie rinnovabili, la formazione del personale comunale sulla comunicazione con i cittadini, temi sui quali tenere alti i livelli di attenzione per la prossima legislatura.

Il sindaco ha ascoltato con interesse, com’è solito fare, quanto emerso dagli interventi dei cittadini, ha risposto esaustivamente alle osservazioni fatte prendendo nota delle proposte di possibile realizzazione.

L’incontro si è concluso con crostini, salame, un amichevole brindisi e un “in bocca al lupo” a Carlo Mucignat e ai candidati delle quattro liste che lo sostengono: Partito Democratico, Scegliere Insieme, Sinistra in Comune per Cordenons, Libertà Civica/Di Pietro Italia dei Valori.

I prossimi incontri vedranno il Partito Democratico e il sindaco Mucignat incontrare il 4 maggio alle 18,45 i cittadini del Tramit  presso il Parco pubblico sito in via Dolomiti; il 5 maggio alle 18,45 a Villa d’Arco presso il bar “La passeggiata” di fronte alla chiesa centrale; il 6 maggio alle 18,45 a San Giacomo presso Claudio Turrin in Via C.Battisti, 44 vicino la chiesa di S.Giacomo; e infine sabato 7 maggio alle 10,45 del mattino incontreremo gli amici di Sclavons presso il bar “Pulcinella” di via Sclavons 67.

Nei prossimi giorni pubblicheremo i volantini dei vari incontri come pro-memoria per gli utenti e amici del PD Cordenons.