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La Consulta boccia i referendum sul Porcellum

La Corte si è pronunciata poche ore fa dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio. Il verdetto è stato per la non ammissibilità dei due quesiti:

«La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2012, ha dichiarato inammissibili le due richieste di referendum abrogativo riguardanti la legge 21 dicembre 2005, n. 270 (Modifiche alle norme per l’elezione della camera dei deputati e del senato della repubblica). La sentenza sarà depositata entro i termini previsti dalla legge».

Tra venti giorni la Corte dovrà presentare le motivazioni che hanno portato all’inammissibilità.

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Se non ora quando?

Dopo S&P anche Moody’s declassa il debito italiano, e a cascata Regioni ed enti locali vedono abbassare il loro rating. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è stabilizzato a cifre record. Le stime sulla crescita sono tutte pessimistiche.
A Barletta quattro giovani operaie muoiono sotto il crollo di una palazzina in cui lavoravano in nero per meno di quattro euro l’ora, squarciando il velo su una condizione meridionale e femminile insopportabile per un Paese civile e avanzato.
Intanto il capo del Governo prosegue l’osceno teatrino delle battute da caserma, nella stanca ripetizione di un copione ormai ributtante. Il Paese è sull’orlo del baratro, epicentro di una crisi che rischia di travolgere l’Europa, e noi dobbiamo continuare ad avere un Presidente del Consiglio che non distingue il Parlamento dal Bagaglino?

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Raccolta firme pro-referendum

Il Circolo Pd di Cordenons crede nella necessità di cambiare la legge elettorale per non avere più un parlamento di nominati in vista delle prossime elezioni politiche. Occorre una nuova legge come indicato dal disegno presentato dal PD nazionale, ma ancor prima, per accelerare il processo parlamentare, è altresì necessario forzare i tempi per raggiungere le 500 mila firme a sostegno del referendum per l’abolizione del “Porcellum”.

Per questo anche il Pd di Cordenons sarà presente con gazebo e banchetto per la raccolta delle firme venerdì 16 dalle 9.00 alle 12.30 in piazza della Vittoria durante il mercato settimanale e domenica 18 dalle 9.30 alle 12.30 di fronte alla chiesa di Sclavons.

Perché bisogna votare sì al referendum elettorale

Come tutte le persone di buon senso – di centrosinistra ma, mi auguro di cuore, anche di centro e di centrodestra – se davvero dovesse essere indetto il referendum per chiedere l’abrogazione del “Porcellum” targato Calderoli, naturalmente voterei sì. E poiché in questi giorni, in numerose città e nelle principali feste del PD, si susseguono le iniziative a sostegno della campagna referendaria, credo sia doveroso contribuire affinché si raggiunga il fatidico numero di cinquecentomila firme per consentire agli italiani di riappropriarsi di un bene comune indispensabile quale la politica.

È, infatti, necessario cancellare le due peggiori storture dell’attuale legge elettorale: l’impossibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti, delegittimando in partenza il ruolo dei nominati che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama, e il cosiddetto “Premio di maggioranza” che consente ad un partito che ha ottenuto anche un solo voto in più degli altri di disporre del 55 per cento dei deputati; e lo stesso vale per il Senato, benché lì il Premio sia su base regionale.

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