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Stati generali della cultura

Sabato 3 e domenica 4 dicembre si terranno a Roma gli Stati generali della Cultura. Un appuntamento, organizzato dal PD dopo i lavori di oltre settanta assemblee svoltesi in tutta Italia, nel corso del quale professionisti e operatori della cultura e dello spettacolo, esperti, studiosi, associazioni e forze sociali si confronteranno sulle prospettive del settore affinché l’Italia torni ad essere fabbrica di cultura, laboratorio di innovazione e creatività.
Se non potrai essere a Roma, puoi seguire l’evento sulla pagina Facebook del Pd o partecipare alla conversazione su Twitter utilizzando l’hasghtag #fabbricadicultura.

IL PROGRAMMA
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Manifestazione Nazionale PD “Con L’Italia che vuole cambiare” – Roma, 11 dicembre 2010

Manifestazione Nazionale PD “Con L’Italia che vuole cambiare” – Roma, 11 dicembre 2010.
Il Partito Democratico di Cordenons c’era!!!

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Prove di leghismo imperiale

Per conoscere la storia di Roma e recuperare un contatto con le sue tradizioni, l’assessore capitolino alla Scuola, Laura Marsilio lancia l’idea di un progetto per l’introduzione facoltativa dello studio del Latino nelle scuole elementari. «L’obiettivo – ha detto nel corso di una conferenza in Campidoglio – è quello di introdurre un progetto, nelle scuole che vorranno aderirvi, per un primo insegnamento del Latino, una cultura che si deve recuperare»

Per non rimanere dietro l’imperatore celtico.

LiberaRete

“Saremo a piazza Navona il 1° luglio. Per difendere la libertà di informazione e la Costituzione. Ci saremo perchè siamo fortemente critici nei confronti del Ddl Alfano: pensiamo che il problema dell’uso improprio delle intercettazioni vada affrontato alla fonte, e che non possa essere il pretesto nè per ridurre gli interventi degli organi come la magistratura nè per mettere bavagli alla stampa. Questa legge è dunque improponibile, ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali e faremo la nostra battaglia senza riserve in parlamento. Anche alcuni esponenti del centro destra hanno sollevato più di una perplessità su questa Legge. Adesso chiediamo loro coerenza: devono dimostrare in che modo intendono opporsi. Io ho sempre usato l’espressione “deformazione della democrazia”, che non è meno incisiva. Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole è un principio inaccettabile: per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quella di Berlusconi pertanto è una deformazione in senso personalistico, plebiscitario e populistico della nostra democrazia”.

Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del PD

Il Partito Democratico di Cordenons aderisce al progetto “Libera Rete” la maratona sul web “a rete unificata” per la libertà di informazione, anche in rete.
La diretta dell’iniziativa, domani 1 luglio dalle 17 alle 24, è ideata e supportata dalla federazione delle micro web tv FEMI, Altratv.tv, Valigia Blu, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ipazia Promos e Current. La maratona “a rete unificata” intende presentare per la prima volta il ruolo di denuncia di Internet e delle micro web tv italiane nel panorama dell’informazione del Paese.
Saranno trasmesse le inchieste più significative per mostrare quanto sia condizione necessaria per la democrazia e la legalità la libertà di fare stampa e di essere informati.
La maratona seguirà l’evolversi della manifestazione di piazza Navona e gli eventi correlati promossi dalla FNSI per la libertà di informazione e contro la legge bavaglio. Nel corso della maratona interverranno in piazza e in collegamento webcam via Skype giornalisti, magistrati, micro-editori delle micro web tv. Uno spazio rilevante sarà dato alla finestra con l’estero, con la partecipazione di osservatori della stampa estera. Inoltre, le micro web tv porteranno all’attenzione del pubblico anche una proposta concreta: la compartecipazione delle imprese tlc ai costi delle intercettazioni, come peraltro avviene in altri Paesi Europei.

Dieci motivi per partecipare a LiberaRete domani pomeriggio dalle 17 in diretta streaming o a Roma in Piazza Navona.

“Bisognerebbe non acquistare più i giornali, scrivono solo bugie”,
“Mangano è un vero eroe, non ha mai risposto alle domande che i giudici gli rivolgevano su di me e sull’amico Silvio”,
“Il povero Brancher deve organizzare un nuovo ministero, certo che non può andare in tribunale”,
“Siamo pronti a impugnare i fucili se i giudici dovessero annullare le elezioni in Piemonte”,
“Siamo stufi di aspettare la legge sulle intercettazioni va approvata subito”,
“Non abbiamo aumentato le tasse”,
“Cosa c’è di male nello scambiarsi le case, se ho commesso qualche errore l’ho commesso da privato cittadino, mica da ministro”,
“La Costituzione italiana ci impedisce di lavorare, ci sono troppe regole da rispettare”,
“La Costituzione è di tipo sovietico, bisogna cambiarla e farlo subito”,
“Cosa vogliono queste istituzioni europee, perché criticano la legge sulle intercettazioni? Se vogliono parlare si presentino alle elezioni italiane, altrimenti tacciano”.

Gli autori sono Berlusconi, Dell’Utri, BrancherGasparriLunardi.
Li abbiamo citati solo per fornirvi altri 10 buoni motivi per partecipare domani pomeriggio in Piazza Navona a Roma, o nelle altre decine di piazze reali o virtuali – compresa la nostra – che ospiteranno le iniziative contro ogni forma di bavaglio e di censura.

Unisciti a noi e guarda la trasmissione sulla “Grande mobilitazione contro il disegno di legge Alfano per la giornata del primo luglio a Roma, a piazza Navona dalle ore 17.00 in poi, e in altre località d’Italia: un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese.” La diretta tv su Skytg24, RaiNews24,  Youdem e sul sito del PD provinciale di Pordenone.

Il circolo del Partito Democratico di Cordenons e il Pd provinciale di Pordenone, hanno preparato, per gli amici in rete, un raccoglitore dove verrano pubblicati tutti i pensieri che vorrete farci partecipi a riguardo della trasmissione “LiberaRete” in diretta da Piazza Navona dalle 17 di domani sera. I vostri commenti verranno pubblicati sia sul vostro profilo Facebook personale, che resi pubblici sulla pagina che abbiamo preparato per l’evento. Vi aspettiamo con i vostri commenti durante la diretta in streaming video della serata a Piazza Navona.

NON MANCATE!!

Cambiamo la manovra. Paghi di più chi ha di più

Cari amici,
sabato scorso a Roma dalla manifestazione del Pd per correggere una manovra sbagliata il messaggio di Pier Luigi Bersani è stato duro, ma chiaro: Cambiamo la manovra. Paghi di più chi ha di più. Non si gioca con il futuro del Paese e non si gioca con il lavoro, i soldi e sogni dei cittadini. “Facciano la loro parte i furbetti delle rendite finanziarie, e dei capitali scudati, quelli che guadagnano come Berlusconi e che in questa manovra metteranno zero euro”.

E’ stata una manifestazione con tante voci, insegnanti come Mila Spicola, artisti come Fabrizio Gifuni, un sacerdote, un rappresentante delle forze dell’ordine ed uno dei lavoratori dell’ex Eutelia, il presidente dell’ANCI e sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, l’ex presidente della provincia de L’Aquila, Stefania Pezzopane. E’ possibile rileggerli e rivederli tutti sul sito del Pd.

Berlusconi invece pensa solo ai suoi problemi, dimentica che sviluppo e crescita si hanno con la ricerca e le risorse destinate alle nuove realtà. Come quelle legate alle nuove tecnologie della comunicazione e al web, che sono state al centro della giornata di dibattito promossa dal forum ICT in cui il PD ha proposto di investire 800 milioni di euro nella banda larga.

A presto.
La redazione

Il Governo contro la Questura di Roma

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Alla cortese attenzione delle testate giornalistiche e degli organi di stampa
COMUNICATO STAMPA DEL 21 MARZO 2010


Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di Polizia

Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri. Maccari (COISP): “Questo Governo è una farsa senza precedenti… non perde tempo per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!”

Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…). Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.

“Caro Presidente Berlusconi – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – ci giunge voce, e non è solo una voce, che il suo coordinatore nazionale abbia inviato una lettera ai delegati abruzzesi per “intimargli” di raggiungere il numero di cinquanta pullman per Roma. Sa cosa significa questo politicamente? Significa che quella piazza la volevano in pochi, significa caro Presidente, che i primi a mettere in pericolo la gestione dell’ordine pubblico sono stati i suoi uomini intimando alla gente di partecipare. Questo Governo è la farsa di se stesso – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non una parola da quel palco è stata pronunciata in favore delle Forze dell’Ordine, non un provvedimento è stato annunciato sulla sicurezza nelle città. Eppure c’erano candidati alle presidenze di regioni “ad alto rischio” come la Calabria, che hanno fatto la parte dei servi sciocchi, cantando la canzone che il padrone aveva ordinato loro di cantare. Presidente il vero coma etilico è quello in cui Lei tenta di mandare questo Paese ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.

Con gentile richiesta di pubblicazione e consueta attenzione giornalistica.

Minzolini attacca la manifestazione di ieri

di Giacomo Lagona

Il direttore del TG1 Augusto Minzolini, in un editoriale nel Tg delle 20,00 del 3 ottobre, critica e ritiene incomprensibile la manifestazione a favore della libertà di stampa e d’informazione tenutasi a Roma e in tutta Italia. Vediamone i punti salienti.

Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l’avvocato Agnelli, l’ingegner De Benedetti, l’ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo. È in atto uno scontro di poteri nell’informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all’Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E’ possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?
La manifestazione di oggi è un episodio di questo scontro perché fotografa una disparità. E’ stata convocata contro la decisione del premier di querelare due giornali, Repubblica e Unità. Si confessano due sole querele ma non quelle che colpiscono gli altri giornali, magari di diverso orientamento.

Vediamo poi quello che succede all’estero. Nel 2004, Tony Blair dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale e costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc, che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Iraq. Non si può pensare che i giornali abbiano sempre ragione. La difesa corporativa non fa bene all’autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell’informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico.

Il direttore Minzolini sbaglia pur sapendo di sbagliare. La vicenda del 2004 in realtà non arrivò mai in tribunale e Tony Blair non querelò mai la Bbc. La commissione d’inchiesta indipendente di Lord Hutton fu creata per investigare sulla morte di un consulente del governo, David Kelly, che nel 2002 aveva scritto un rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Dopo il servizio della Bbc in cui Kelly veniva individuato come la fonte in grado di sostenere che il rapporto era stato manipolato per agevolare l’intervento britannico in Iraq, Kelly si suicidò. In seguito all’inchiesta, che individuò l’errore della Bbc sulle accuse di manipolazione e scagionò il premier, il presidente e il direttore generale della rete pubblica si dimisero, ammettendo l’errore. Ma non c’era stata alcuna querela da parte del premier o di membri del governo.

I media non possono avere sempre ragione, ma è assolutamente indispensabile dare l’opportunità alla stampa di informare il cittadino sui fatti che accadono nel Paese. Come è indispensabile capire che non è giusto dire cose poco documentate o piene di mezze verità. Perché se la stampa è libera, lo è anche la verità. E Minzolini non è, e non lo è stato nemmeno ieri, un maestro di obiettività.