links for 2010-10-09

Ai diritti umani il Nobel per la Pace

La commissione per il Nobel ha premiato il cinese Liu Xiaobo, scrittore e attivista per i diritti umani in carcere dal 2008 per “incitamento alla sovversione del potere dello stato”, con il Nobel per la Pace. La commissione, nelle motivazioni, ha criticato la Cina perché non rispetta nemmeno la propria Costituzione:

Negli ultimi decenni, la Cina ha raggiunto importanti progressi economici difficilmente riscontrabili nella storia passata. Il paese ha ora la seconda economia più grande del mondo, centinaia di milioni di persone sono state strappate dalla povertà. La voglia di partecipare alla vita politica del paese è anche aumentata.

Il nuovo status della Cina deve portare a un maggior grado di responsabilità. La Cina sta violando alcuni accordi internazionali che ha sottoscritto, così come alcune norme adottate dallo stesso paese per i diritti politici. L’articolo 35 della costituzione cinese stabilisce che «I Cittadini della Repubblica popolare cinese hanno libertà di parola, di stampa, di associazione, di manifestare e di protestare». Nella pratica, però, queste libertà sono state negate ai cittadini cinesi.

Domani scuola

Domani dalle 17 fiaccolata in piazzale Ellero per manifestare a favore della scuola pubblica. Altre info sul profilo Facebook dei GD di Pordenone e sul nostro sito.

Frase del giorno

Signor Presidente, inevitabilmente, a questo punto, come immagino faranno gli altri gruppi, ritiriamo la mozione, che non è più attuale, ma resta sullo sfondo – lo dico soprattutto ai colleghi di maggioranza – la condizione oggettivamente surreale nella quale ci siamo ritrovati. Di nuovo, infatti, abbiamo dovuto ricorrere al «metodo Brancher» per ottenere la nomina del Ministro dello sviluppo economico. Ancora una volta abbiamo dovuto presentare, illustrare e sottoporre al voto dell’Aula una mozione che all’ultimo momento ha prodotto la nomina del Ministro (in altri casi, come per Brancher e Cosentino, si erano ottenute le dimissioni, nel caso di Bossi le scuse quasi a reti unificate ai romani e al Paese). Vediamo che questo è l’unico metodo efficace che vi consente, in qualche modo, di darci risposte e per tale motivo – considerato che oggi il Ministro dell’economia durante l’audizione non ha risposto su quando intendete o se mai intendete nominare il presidente della Consob – vi annunciamo che molto presto, anche per la Consob, utilizzeremo il «metodo Brancher»

Francesco Boccia

Il Nobel alla fecondazione in vitro

Robert G. Edwards è il papà della fecondazione in vitro, e proprio oggi la fondazione per il Nobel gli ha assegnato il premio per la medicina. Edwards, oggi 85enne, nel 1978, assieme al collega ginecologo Patrick Steptoe morto nel 1988, fece nascere il primo bambino concepito fuori dall’utero e impiantato successivamente tramite fecondazione in vitro.

In 32 anni di fecondazione con la tecnica sperimentata da Edwards e Steptoe, sono nati in tutto il mondo oltre 4 milioni di bambini, permettendo ad altrettante coppie non fertili di avere figli. Esattamente come le percentuali di fertilità naturali, la tecnica assistita permette la fecondazione del 20 per cento delle donne inseminate artificialmente, quindi sia in caso di inseminazione naturale che assistita, le probabilità di concepimento sono praticamente uguali.

Anche se in Italia la Legge 40/2004 limita parecchio l’utilizzo della fecondazione assistita, nel nostro paese sono molte le coppie che hanno potuto avere figli grazie a Edwards e Steptoe.

Liberate Belpietro!

Gli investigatori parlano di un vero e proprio “rompicapo”: dell’uomo che avrebbe tentato di uccidere il Direttore di Libero Maurizio Belpietro si sa poco e nulla. Un fantasma. Nonostante questo, la legione papale si è mossa immediatamente, quel killer è stato armato da Gianfranco Fini, da Antonio Di Pietro, anzi da Facebook, dai Blogger, no!, dai grillini, e pure dal Popolo Viola, Travaglio e Lisa Simpson. Quella roba lì insomma. Dinamiche che vanno sfruttate nel brevissimo periodo, a prescindere da verità, falsità e riscontri esaustivi. Via subito ai mandanti morali, ai generatori d’odio, è il ritorno agli anni di piombo, scrive Pansa. Vabbè, vedremo. Intanto mi sono permesso di raccogliere tutte le curiosità del caso: sapete, quando si ha a che fare con una certa parte politica e giornalistica è sempre meglio andarci piano. Tra cimicioni-farsaauto-minacceallarmi-falsipseudo-bombe, laddove si continua a mischiare verità e menzogna, esasperazione informativa e “Betulla” recidiva, beh, la prudenza è d’obbligo. No, nessuna strana teoria complottistica, sono felice che nessuno si sia fatto male ed aspetto semplicemente di capirne di più. Nell’attesa ragiono sui fatti. Ecco tutte le stranezze sull'”attentato” alla vita di Maurizio Belpietro.
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